Cronaca

Fredy lascia il capannone e torna a casa. No a Giletti, Vespa e Magalli: non andrà in tv

Sono giorni di riflessione per l'imprenditore di Monte San Savino, fortemente scosso dall'accaduto

Fredy Pacini è tornato a casa. Dopo aver trascorso qualche giorno lontano da Monte San Savino, ospite di amici, adesso dormirà di nuovo in paese, nell'abitazione di sua proprietà. Lasciando, anche su consiglio degli avvocati, il tetto improvvisato ricavato sotto il capannone aziendale, diventato la sua effettiva casa per gli ultimi quattro anni della sua vita.

Sono giorni di riflessione per l'imprenditore 57enne, fortemente scosso dall'accaduto. Dopo le prime 48 ore di choc, durante le quali ha avuto difficoltà a mettere a fuoco i contorni della morte di Mircea Vitalie, ha preso coscienza dell'episodio. Momenti di riflessione e commozione si alternano, ma non è facile dettagliare l'emotività dell'uomo dall'esterno. La certezza - a distanza di giorni - è quella di non aver avuto alcuna soddisfazione nell'aver esploso i colpi che hanno reciso la vita dell'intruso ventinovenne.

Uno stato d'animo comprensibilmente agitato che adesso si cerca di tenere al riparo dai riflettori. Fredy si è tenuto alla larga dalla fiaccolata, ha lasciato per alcuni giorni Monte San Savino, non ha rilasciato interviste. Parlerà, nelle prossime settimane, soltanto davanti al pm. Soprattutto ha declinato i numerosi inviti a trasmissioni di approfondimento giornalistico di ogni gruppo televisivo: Rai, Mediaset, La7. Lo hanno cercato Porta a Porta di Bruno Vespa e i Fatti Vostri di Giancarlo Magalli, Quarta Repubblica di Nicola Porro, Tagadà e L'Aria che tira e Non è l'Arena di Massimo Giletti. Ma, ritengono Fredy e i suoi avvocati, la tv non è la soluzione.

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