Cronaca

Lo sparo, la tragedia e poi la fiaccolata. La lunga settimana di Fredy Pacini

L'imprenditore di Monte San Savino è accusato di eccesso di legittima difesa

Il primo vero giorno di silenzio è arrivato.
A distanza poco meno di una settimana da quella maledetta notte si abbassano i toni sulla tragedia che ha visto come protagonista Fredy Pacini, l'imprenditore di Monte San Savino che lo scorso 28 novembre ha esploso dalla propria pistola i colpi che hanno ucciso Mircea Vitalie. 
Quest'ultimo, 29 anni e originario della Moldavia, si era introdotto all'interno dell'azienda di Pacini. Insieme ad un complice aveva probabilmente come obiettivo le bici da corsa di Fredy. Pacini, che al momento dell'intrusione dormiva all'interno di una stanza dello stesso immobile, si è svegliato, ha preso la pistola e poi ha esploso il colpo raggiungendo il 29enne.

Tutto è cominciato così. 

Con un colpo di pistola che ha lacerato l'alba di un mercoledì, sconvolto la vita di un artigiano e posto fine a un'altra, quella dell'intruso.

Il pianto davanti al pm e l'identità dell'ucciso

Venerdì pomeriggio Fredy Pacini è comparso davanti al pubblico ministero. Non ha proferito parola, è scoppiato a piangere visibilmente sconvolto da quanto accaduto. Si è avvalso della facoltà di non rispondere. 

"Fredy Pacini sta vivendo in modo traumatico quanto è successo - hanno detto i difensori, Giacomo Chiuchini e Alessandra Cheli - Finora è stato molto forte ma quando si è trovato davanti al pubblico ministero ha rivissuto quel momento tragico, perché dobbiamo ricordarci che la morte di una persona è la prima cosa che è avvenuta. Quindi tristezza e rammarico per quello che è successo".

Nella stessa giornata di venerdì i carabinieri della compagnia di Cortona sono riusciti a risalire alla corretta identità dell'uomo ucciso. In un primo momento, stando a quanto riportato dai documenti, il giovane era stato identificato come Vitalie Tonjoc, ma il suo vero nome era Mircea Vitalie. L'uomo utilizzava sul passaporto il cognome della moglie e per questo risultava incensurato. In realtà, aveva numerosi precedenti penali per furti, tra cui figura anche un ordine di carcerazione da parte della procura di Milano.

VIDEO In silenzio davanti al pm
 

Secondo quanto emerso dalle prime risultanze dell'esame autoptico sul corpo di Mircea Vitalie a provocarne la morte sarebbe stato uno shock emorragico sopraggiunto mentre tentava di scappare. Il 29enne sarebbe stato raggiunto da due proiettili che lo hanno colpito vicino a un ginocchio e al fianco. Il secondo sparo potrebbe aver leso un'arteria, probabilmente la femorale, che ha causato un dissanguamento interno.

I precedenti e i tentativi di furto

Secondo quanto appreso in queste ore il gommista, attualmente indagato per eccesso colposo di legittima difesa, da tempo dormiva in una stanza soppalcata ricavata in un angolo del suo capannone. La ragione? Difendersi dai continui furti, subiti e tentati, nell'arco degli anni. 38 per l'esattezza gli episodi riferiti anche se le denunce presentate alle autorità sono molte di meno. Una condizione comunque esasperante che avrebbe provocato un forte stress emotivo all'artigiano il quale avvrebbe scelto di dormire in azienda, armato.

Le reazioni della politica

Da subito il caso di Fredy Pacini ha suscitato una lunga serie di prese di posizione molte delle quali in favore delle ragioni dell'imprenditore savinese. Primo fra tutti il ministro dell'Interno, nonché leader della Lega, Matteo Salvini che ha subito manifestato la propria vicinanza all'uomo sostenendo che "lo Stato non lo lascerà solo".
Durante il Consiglio regionale della Toscana di ieri invece si sono scatenate dure polemiche per un ordine del giorno presentato dalla Lega (poi respinto) dove veniva chiesto di stanziare 10 mila euro per contribuire alle eventuali spese legali di Fredy Pacini.

"Fredy uno di noi", a Monte San Savino 2.000 in piazza

Venerdì sera, a conclusione di una lunga e complicata giornata, Monte San Savino ha voluto dimostrare la propria vicinanza a Fredy Pacini scendendo in piazza. Una marcia lungo le vie del centro alla quale hanno preso parte ben 2.000 persone a cui hanno aderito i gruppi consiliari di Monte San Savino oltre ai sindaci della vallata - Cortona, Lucignano, Foiano, Marciano - e a quelli di Subbiano e Arezzo. Presenti anche l'onorevole Donzelli (Frateli d'Italia) e il consigliere regionale Marco Casucci (Lega Nord).

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