Sparò e uccise il ladro, niente archiviazione per Fredy Pacini. Salvini: "Surreale, andrò a trovarlo"

La tragedia si verificò nel novembre 2018 in un capannone di Monte San Savino, dove il gommista dormiva perché ossessionato dai furti che aveva subito. Rigettata la richiesta di archiviazione della Procura

Fredy Pacini

Non è stato archiviato il caso di Fredy Pacini, il gommista di Monte San Savino che nel 2018 sparò e uccise un uomo - il 29enne moldavo Vitalie Miricea - che si era introdotto di notte nella sua officina per rubare. Il giudice per le indagini preliminari Fabio Lombardo ha infatti rigettato la richiesta del sostituto procuratore di Arezzo Andrea Claudiani, per il quale gli spari, risultati poi fatali, fossero da considerarsi "legittima difesa putativa". Lo scorso giugno, ci fu l'ultima udienza in tribunale per ripercorrere gli eventi della notte del 28 novembre 2018. Secondo l'accusa, Pacini da tempo si sarebbe sentito "sotto assedio" a causa dei numerosi furti, tanto che aveva iniziato a dormire nel soppalco ricavato nell'officina. Ad opporsi a questa ricostruzione però era stato l'avvocato della sorella della vittima, Alessandro Cristofori, secondo il quale la reazione di Pacini sarebbe stata spropositata rispetto alla "reale minaccia".

Gli aspetti da chiarire

La procura di Arezzo ha adesso sei mesi per fare ulteriori accertamenti. Il pm Roberto Rossi è chiamato ad approfondire elementi giudicati ancora non chiari: la psicologia del momento di Pacini e dettagli su arma, allarme, ferite della vittima. Ogni aspetto di quei momenti fatali dovrà essere ricostruito con accuratezza.

La vicenda

Era la notte del 28 novembre quando Pacini, che dormiva in ditta, si svegliò di soprassalto per i rumori del vetro del portone dell'azienda che si infrangeva sotto i colpi di piccone inferto da ignoti. "Mi sentii in pericolo", ha raccontato Pacini. Così raggiunse la cassaforte e prese la pistola. Poi sparò: cinque colpi, uno fatale. Il ladro riuscì a uscire dal capannone e percorrere alcuni metri, poi si accasciò e morì. La perizia balistica ha accertato che Vitalie fu colpito quando era scivolato a terra. In seguito all'esito di tale perizia, Pacini ha chiesto di poter essere interrogato dal pm. Il faccia a faccia si è svolto lo scorso 9 maggio. "Adesso mi sento più libero", aveva commentato il 57enne all'uscita dalla Procura.

Il commento di Matteo Salvini

La vicenda suscitò subito grande clamore, anche per l'attenzione immediatamente rivolta dal leader della Lega Matteo Salvini. Che è tornato più volte sull'argomento. Oggi su facebook, a proposito della decisione del Gip Lombardo, Salvini ha scritto: "Surreale. Il 10 settembre andrò a trovare Fredy, a cui va tutto il mio e il nostro sostegno. La difesa è sempre legittima!".

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