Fort Knox, il giorno del verdetto. La procura ha chiesto la confisca di beni per 36 milioni di euro

E' il giorno del verdetto per il caso Fort Knox, il caso del gigantesco "giro" di metallo a nero tra l'Italia e la Svizzera sgominato dalle Fiamme Gialle nel novembre del 2012. Il gup Cucchi, al culmine di una udienza che si preannuncia lunga e...

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E' il giorno del verdetto per il caso Fort Knox, il caso del gigantesco "giro" di metallo a nero tra l'Italia e la Svizzera sgominato dalle Fiamme Gialle nel novembre del 2012. Il gup Cucchi, al culmine di una udienza che si preannuncia lunga e intesa (nella quale i difensori dei 66 imputati avranno diritto ad alcuni minuti per brevi repliche), dovrà decidere sia sulla confisca dei beni, sia sui patteggiamenti, sia sui rinvii a giudizio.

Le richieste della Procura, sostenute dal pm Marco Dioni, sono chiare: da un lato che vengano accordate le 34 richieste di patteggiamento, dall'altro per chi ha chiesto il rito abbreviato - 19 persone in tutto - varie condanne, tra le quali due anni e due mesi per la persona che era considerata un punto di riferimento per gli orafi a Napoli. Per tutti, compresi gli otto che hanno deciso di intraprendere il rito ordinario, è stato quindi chiesto il rinvio a giudizio. Poi l'ingente capitolo della confisca dei beni per la bellezza di 36 milioni di euro.

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E proprio nel tentativo di ridimensionare la cifra, i legali della difesa si sono pronunciati nelle ultime udienze. L'obiettivo per loro è di ridurre l'ammontare dei beni da confiscare a "soli" 8 milioni. LA VICENDA

L'inchiesta prese il via nel novembre del 2012. Il quadro dello sporco giro d’affari fu minuziosamente ricostruito: il metallo prezioso veniva acquisito dall’organizzazione criminale – che aveva solide radici nell’Aretino – dai compro oro del Sud, fuso e riproposto in verghe e lingotti per essere rivenduto in Svizzera.

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