Folgorato mentre lavora, disposta l'autopsia. La Fiom proclama un giorno di sciopero

Si svolgerà domani mattina l'autopsia sul corpo di Marco Del Cimmuto, il 33enne morto a seguito di un incidente mentre stava lavorando in località Le Vertighe. L'esame è stato disposto dalla magistratura aretina per cercare di ricavare elementi...

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Si svolgerà domani mattina l'autopsia sul corpo di Marco Del Cimmuto, il 33enne morto a seguito di un incidente mentre stava lavorando in località Le Vertighe. L'esame è stato disposto dalla magistratura aretina per cercare di ricavare elementi utili all'indagine aperta dal pm Andrea Claudiani per attribuire le responsabilità dell'accaduto.

Il tragedia si è consumata nel primo pomeriggio di ieri, in un terreno nei pressi del casello dell'A1 di Monte San Savino. Marco Del Cimmuto, 33enne abruzzese di Pescocostanzo in provincia di L'Aquila, era al lavoro assieme ad un collega della ditta Asla (della provincia di Chieti) che fa parte del Consorzio Italwork. Assieme avevano portato i nuovi pali per la linea della corrente da sostituire. I lavori di rinnovamento sarebbero iniziati lunedì prossimo, intanto la ditta, in appalto da Enel, si stava portando avanti, scaricando il materiale.

La dinamica

E proprio durante l'operazione di movimentazione dei pali che si è consumato il dramma. I pali venivano fatti scendere dal camion con l'autogru dopo essere stati imbracati. Un operaio procedeva ai comandi del mezzo, l'altro - Marco Del Cimmuto - guidava da sotto. In questa fase si è verificato l'incidente. Uno dei pali imbracati si sarebbe impennato e il 33enne, che era a contatto con esso e nelle immediate vicinanze, è rimasto folgorato dalla scossa dell'alta tensione. Come misura di sicurezza quando accadono episodi del genere, la corrente viene interrotta automaticamente. Ma la prima scarica era ormai partita. E nonostante la corsa alle Scotte di Siena, dopo circa tre ore, l'operaio è morto.

L'inchiesta

Gli inquirenti - sull'episodio indagano i carabinieri e tecnici del Pisll della Asl - vogliono capire se siano state prese tutte le precauzioni del caso per compiere l'operazione di movimentazione. La corrente sarebbe stata staccata lunedì prossimo, come da programma, con l'inizio vero e proprio dei lavori di sostituzione voluti da Enel nell'ambito del progetto Resilienza.

L'autopsia

Sul corpo del giovane, per il quale è stato dato il via libera per la donazione degli organi, domattina sarà eseguita l'autopsia dall'equipe medico legale dell'Università di Siena, guidata dal professor Stefano Benvenuti, coadiuvato dal tecnico Marco Doretti.

Un giorno di sciopero

Intanto anche il mondo del lavoro si mobilita. La Fiom Cgil di Chieti a cui il 33enne era iscritto ha proclamato un giorno di sciopero a seguito della tragedia. E sull'episodio, a cui si aggiunge un altro mortale sul lavoro avvenuto ieri a Massa, anche la Cgil Toscana e la Cisl Arezzo si sono espresse.

Ieri nel Paese altri quattro morti sul lavoro, di cui due nella nostra regione - ha detto Mauro Fuso (Cgil Toscana) -. Nonostante l'impegno e l'attenzione della Regione Toscana sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, nonostante gli allarmi e le iniziative del sindacato. Purtroppo si lavora spesso in condizioni limite e questi due infortuni mortali di ieri, nel porto di Marina Carrara e in un appalto della rete elettrica nell’aretino, dimostrano la fragilità e i rischi a cui alcuni lavoratori sono soggetti.

Questa striscia di sangue fa emergere con sempre maggiore chiarezza che c'è bisogno di una ‘battaglia quotidiana’ per affermare la cultura della sicurezza sul lavoro, sicuramente allentata da questi anni di crisi e precarietà. Una ‘battaglia quotidiana’ e non una campagna una tantum per affermare con forza che in Toscana si lavora mettendo la persona e la sua dignità al primo posto.

Questo è il messaggio di prevenzione che dobbiamo trasmettere con una comunicazione incisiva e martellante, a cui la Regione, insieme al sindacato e alle imprese, può dare un grande impulso”.

La nota della Cisl Arezzo

La misura è colma, è una situazione vergognosa.

Esordisce così con tanta amarezza e rabbia Fabrizio Fabbroni, segretario provinciale della Cisl di Arezzo con delega alla sicurezza, dopo l’ennesima morte avvenuta a seguito di incidente sul lavoro, accaduta ieri nella campagna di Monte San Savino.

Quello di ieri, dall’inizio dell’anno, è in il quarto infortunio mortale in provincia di Arezzo. Ma ieri, purtroppo, in tutta Italia se ne sono registrati altri tre.

L’Inail ha fornito i dati relativi alle morti avvenute in Italia in seguito ad infortuni sul lavoro, al 30 giugno se ne contano già 469 decessi. Ma non sono numeri: sono persone, che non sono più rientrate, alla sera o a fine turno, sani e salvi alle loro dimore! Eppure la sicurezza dovrebbe essere un obiettivo comune, condiviso e cercato. Amaramente dobbiamo dire, prosegue Fabbroni, che non esiste strutturalmente la cultura della prevenzione, della formazione, dell’adeguamento dei dispositivi in ambito di lotta agli infortuni sul lavoro. Eppure Inail ha risorse da investire in tal senso ed ha piena disponibilità per agire su tali settori, ma le risorse come ho già avuto modo di dire in un recente intervento nella sua veste anche di Presidente Co.Co.Pro. Inail aretino, non vengono usate e terminano il suo percorso nell’Erario, che però si guarda bene dal ridestinarle a ciò, anzi a ben guardare nel tanto citato “Contratto di governo” non c’è un rigo, una frase o un euro che parla di investimento in sicurezza. Siamo sempre stati capaci di urlare, accusare, incolpare gli altri, sempre dopo, nessuno fa mai niente prima.

La corsa al ribasso, pur di raggiungere l’assegnazione nelle gare d’appalto, avviene sempre tagliando sulla sicurezza: è la cosa più semplice ed immediata e la frase più ricorrente è: “ma che vuoi che succeda!”.

Ieri è morto un ragazzo, poco più che trentenne, alla sua famiglia vadano le nostre condoglianze nonché vicinanza ai colleghi; quante volte ancora le sfere sul pallottoliere scorreranno per segnare ancora un morto sul lavoro? Purtroppo è diventata una conta che non fa più notizia o se la fa dura trenta secondi nei vari notiziari; eppure le morti sono tutte uguali non devono essere roboanti per far riflettere. Non voglio essere polemico, non è mia intenzione prosegue ancora Fabrizio Fabbroni, perché la polemica è sempre sterile e non porta a niente. Sono passati solo 4 mesi dalla manifestazione unitaria nazionale del 1 maggio organizzata da Cgil, Cisl e Uil a Prato e che aveva la sicurezza come tema centrale, un argomento che non dovrebbe essere nemmeno sollecitato tanto è importante per tutti: lavoratori, datori di lavoro, sistema paese. Ma nulla sembra cambiare, anzi, è sempre peggio.

Sicuramente da parte nostra, non abbasseremo la guardia e continueremo a creare pensiero e ad indirizzare, per le nostre competenze, lavoratori e parti datoriali ad un investimento continuo sulla sicurezza a tutto tondo, auspicando però che lo Stato aiuti chi è preposto alla vigilanza in termini di Ispettori della ITL, di dipendenti del Pisll della Asl Toscana, di dipendenti Inail.

Sicuramente, ad oggi, potrebbe sembrare una utopia cambiare ma, conclude il segretario provinciale della CISL di Arezzo con delega alla sicurezza nonché Presidente Co.Co.Pro. Inail Arezzo, il Sindacato starà sempre da una parte: quella dei lavoratori e delle imprese, perché il solo capitale che conta è il valore umano e l’uomo formato, cosciente e capace di valutare di non rischiare nel lavoro, è questo il solo valore aggiunto che garantisce prestazioni alle imprese elevandone la qualità e dando quindi continuità nei risultati positivi alle stesse.

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Queste invece le parole del segretario della Fiom Cgil di Chieti:

La Provincia di Chieti - ha detto Davide Labbrozzi - viene colpita da un grave lutto: Marco, lavoratore della Asla, iscritto alla Fiom, è deceduto a causa di un infortunio sul lavoro. La lista dei morti sul lavoro nel 2018, in Italia, si allunga sempre più e questo è aberrante. Non è più tollerabile morire sul lavoro. Questo Paese non può continuare a tollerare una condizione di questa natura, siamo al "paleolitico industriale". La Fiom proclamerà uno sciopero per dire basta. Inoltre, la Fiom di Chieti si stringe alla famiglia del povero Marco alla quale rivolgiamo le più sentite condoglianze.

@MattiaCialini

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