Venerdì, 12 Luglio 2024
L'approfondimento

"Ho investito perché lo diceva Salvini", ma era un video fake. I casi di finto trading online

Almeno una decina le denunce dall'inizio del 2024. In un caso erano state usate dai maghi della truffa anche immagini realizzate con l'Intelligenza Artificiale e diffuse sui social

"Ho investito questi soldi perché anche Matteo Salvini diceva che era un modo sicuro. Poi però ho perso tutto". Inizia così il racconto di un aretino, 65enne, che ha perso soldi con una truffa legata al mondo del trading online. Il raggiro che da tempo miete vittime nell'Aretino (provincia più colpita dal fenomeno a livello regionale) oggi si fa ancora più pericoloso: perché i truffatori ricorrono anche all'Intelligenza artificiale per creare video fake e irretire più vittime possibili. Ovviamente, non era il leader della Lega a dare consigli di investimento, ma dei malfattori che hanno manipolato un video esistente. 

Cos'è la truffa del finto trading online

"Nel 2023 - ha spiegato in una nota lo scorso gennaio la Polizia Postale - c'è stato un significativo aumento del fenomeno delle truffe legate al trading online: molti utenti della rete, allettati dalla prospettiva di facili guadagni derivanti da investimenti prospettati dai malviventi come sicuri, sono stati indotti da abili truffatori e finti intermediari finanziari ad investire centinaia di migliaia di euro su piattaforme fittizie, mandando in fumo i risparmi di un’intera vita". Il trend purtroppo sembra non essersi invertito nel nuovo anno: nei primi sei mesi del 2024 sono state circa una decina le nuove denunce presentate alle forze dell’ordine. Ma secondo gli inquirenti il fenomeno sarebbe molto più ampio: le stime infatti parlano di una denuncia ogni 3 segnalazioni avanzate dai cittadini. E chi non denuncia? Solitamente – come hanno potuto appurare gli investigatori durante passate indagini – spera di riuscire a recuperare i soldi persi. Una speranza però vana.

Il conto in banca all’estero

Le testimonianze infatti si moltiplicano, mostrando come la truffa con il passare del tempo si arricchisca di nuove variabili. Ad esempio due aretine raccontano di aver scoperto che a loro nome era stato aperto un conto in banca a Malta: “I dati che avevo inviato per gli investimenti – ha spiegato una signora – sono stati usati per aprire questo conto che io però non gestisco e non ho mai gestito. Non posso nemmeno visualizzare i movimenti”. Il sospetto degli inquirenti che è questi conti vengano utilizzati per farvi confluire i soldi della vittima truffata e di vittime di altre truffe e tra le ipotesi investigative c’è anche quella che tali entrate possano andare finanziare la criminalità organizzata.

Il meccanismo della truffa

In pratica, una volta che i truffatori hanno convinto le vittime ad investire (mostrando loro finte piattaforme di trading), gli fanno credere di poter avere dei guadagni velocemente e le spingono a fare altri investimenti per raddoppiare, triplicare e continuare a moltiplicare il capitale. Poi quando la vittima si insospettisce o chiede indietro i soldi, i malviventi bloccano l’accesso alla piattaforma e si volatilizzano. In alcuni casi tornano a farsi vivi millantando di poter recuperare i soldi persi pagando una cifra importante. In altri non si troveranno mai più. I soldi finiscono in conti bancari esteri e poi vengono investiti in bitcoin. E i legittimi proprietari a quel punto, li hanno persi definitivamente.

I consigli anti truffa

L'invito è sempre quello di diffidare di piattaforme che promettono lauti guadagni, anche se dopo i primi investimenti sembra che i risultati siano veritieri. In Toscana i casi sono tantissimi e la provincia di Arezzo, come detto è quella in cui queste truffe sono state più numerose.  La truffa più ingente è stata quella denunciata da un pensionato nel 2022: ha perso oltre un milione e mezzo di euro. 

Per chi invece volesse comunque investire online, i decaloghi presenti sui siti delle forze dell’ordine consigliano sempre di verificare sul sito di Consob quali sono le piattaforme riconosciute e che quindi svolgono un'attività legale e tutelata. Se il nome della piattaforma e l'indirizzo web non è esattamente come quello che compare sulle indicazioni Consob (anche un punto o una virgola possono fare la differenza), meglio desistere. Perché la truffa potrebbe essere dietro l'angolo.

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