"Amore salvami, ho un tumore e mi servono soldi per guarire", ma era un truffa: 35enne a processo

La ragazza aveva dato oltre 25mila euro al giovane e la sua carta di credito. Ma un giorno le arrivò l'addebito per l'acquisto di una bicicletta da 2500 euro e capì di essere stata raggirata

Un tumore al fegato e, come se non bastasse, una nefrite. Per guarire da queste malattie sarebbero state necessarie cure costose in strutture in tutta Italia. Per questo un 35enne ha chiesto alla propria fidanzata soldi. Tanti. Migliaia di euro. E lei non ha esitato: lo ha aiutato consegnandogli la propria carta di credito e i dandogli i soldi che le chiedeva. Ma proprio l'uso spregiudicato della carta lo ha tradito e ha messo la fidanzata di fronte all'amara verità: il suo grande amore la stava truffando. E lei c'era caduta in pieno. 

E' una storia incredibile quella avvenuta tra Arezzo e la Valdichiana, per la quale un aretino è stato rinviato a giudizio per truffa aggravata. 

La relazione tra i due era iniziata nel dicembre del 2015. Una storia d'amore come tante, basata sull'affetto e sulla fiducia. Poi nell'agosto del 2016, il finto dramma. Il 35enne raccontò alla fidanzata di essere gravemente malato, di temere seriamente per la propria vita. Secondo quanto riportato nel capo di imputazione l'uomo avrebbe fatto credere all'innamorata di avere un tumore al fegato. Una malattia terribile che avrebbe potuto portarlo alla morte. E come se non bastasse, le avrebbe detto di avere anche una nefrite. 

La ragazza non si è tirata indietro, convinta da "raggiri e artifizi" messi incredibilmente a punto dall'uomo. Un giorno, stando a quanto recita il capo di imputazione, il fidanzato si sarebbe anche recato a casa della donna con una sacca contenete liquido rosso "atto a simulare un drenaggio" e con un busto che gli sosteneva la schiena per dimostrare che non era in condizioni di lavorare. Era l'ottobre del 2016: la donna consegnò 20mila euro in contanti all'uomo e successivamente gli fece un bonifico di 5mila 700 euro. In tutto, dunque, gli diede 25mila 700 euro. 

Poco tempo dopo, però, la donna controllando il proprio estratto conto scoprì che la sua carta di credito era stata utilizzata per l'acquisto di una bicicletta. Una mountain bike da 2mila 500 euroacquistata a Perugia. Un acquisto decisamente non adatto per una persona che rischiava di morire e che non poteva lavorare. E il sospetto di essere stata raggirata iniziò a prendere corpo. 

La fidanzata allora cercò di capire qualcosa in più di quello che stava succedendo e cercò di contattare la madre del 35enne. Si incontrarono 3 mesi dopo. L'anziana madre di fronte alla ragazza rimase di stucco e le spiegò che il figlio non era mai stato malato. Il sospetto così divenne una certezza e scattò la denuncia. 

Il 35enne, oggi difeso dal legale Michele Iacomi,  nei mesi scorsi è stato rinviato a giudizio dal giudice per l'udienza preliminale  Piergiorgio Ponticelli. A sostenere l'accusa è stato il pm Andrea Claudiani. Il prossimo ottobre, di fronte al giudice monocratico del tribunale di Arezzo, dovrà difendersi dall'accusa di truffa nei confronti della fidanzata che potrà costituirsi parte civile. 

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Nel frattempo la colpa è stata ammessa e la famiglia sta restituendo i soldi alla malcapitata fidanzata. 

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