Mascherine non certificate, Giotti: "Non può essere responsabile la farmacia"

Il presidente di Federfarma, che raggruppa le farmacie private, prende posizione sui problemi sorti in merito a mascherine senza certificazioni scoperte dalla Finanza in un punto vendita di Arezzo

Roberto Giotti, farmacista del Casentino è il presidente attuale di Federfarma Arezzo

Radicate nel territorio, presidio sociale anche nei paesini più piccoli e lontani dalle zone più popolate, le farmacie sono un punto di riferimento per i cittadini, lo sono diventate ancora di più in questo tempo di coronavirus, di emergenza sanitaria che ha cambiato drasticamente le abitudini delle persone, costrette, come non mai dal tempo della guerra, a grosse limitazioni personali e a perdere alcuni punti di riferimento e di sicurezza personale. Basti pensare che, sentendosi male, era stato prescritto di non andare al pronto soccorso, era stato sconsigliato di andare in ambulatorio dal medico di famiglia. Sono 99 le farmacie a conduzione privata che sono riunite sotto la sigla di Federfarma Arezzo il cui attuale presidente aretino è Roberto Giotti. I problemi di questo periodo, le distribuzioni di mascherine, i farmaci e le certificazioni sono i temi affrontati nell'intervista che si conclude con una difesa della categoria dei farmacisti sulla mancanza o la contraffazione del marchio Ce, come è accaduto per le mascherine sequestrate in una farmacia di Arezzo e che ha portato la Finanza a spiccare una denuncia per frode in commercio nei confronti di un suo collega.

Che periodo è stato questo per le farmacie che lei rappresenta?

"La farmacia nel territorio è il presidio sanitario regionale, l'unica struttura presente anche nelle zone piccole rurali. Questo periodo lo è stato ancora di più basti pensare ai servizi di distribuzione di farmaci al domicilio per chi era in quarantena, per anziani e inabili, una cosa che facciamo sempre, ma che si è diffusa molto di più con il coronavirus. E infatti abbiamo distribuito anche i farmaci ospedalieri visto che i presidi Covid avevano chiuso questa distribuzione anche in collaborazione con la Croce Rossa, poi siamo stati pronti quando è stata inserita la ricetta dematerializzata, che arriva nel cellulare del paziente e viene stampata in farmacia."

Avete riscontrato una corsa all'acquisto di medicine?

"La preoccupazione nei primi giorni ha provocato, come nei supermercati, un certo accaparramento, una frequentazione più alta della farmacia, molto per consulenze, poi la ricerca di qualche farmaco di conforto, come integratori per le difese immunitarie, vitamina C e D."

Poi c'è stato il problema mascherine, approvvigionamento e distribuzione 

"Le mascherine sono diventate indispensabili, non sono state prodotte in italia per circa 20, 30 anni. All'inizio della pandemia le mascherine dovevano arrivare dal mercato asiatico, dalla Korea e dalle Cina, la grossa richiesta e contemporaneamente l'impossibilità di farle arrivare ha creato una grossissima difficoltà, perché non avevamo potuto far fronte alle richieste del mercato, piano piano siamo riusciti attraverso i nostri canali, pagando anche in anticipo mascherine che a volte non sono neanche arrivate, ordini consistenti che poi sono rimasti bloccati in altri paesi europei perché ne avevano bisogno o in dogana. Adesso sembra che il problema sia superato."

Ma quelle con prezzo fisso?

"Le mascherine chirurgiche a prezzo imposto hanno avuto a monte un pasticciaccio, il costo di 0,50 + iva ha portato grosse difficoltà per le fabbriche italiane riconvertite, per i distributori, che a queste condizioni non riescono a fare quello che gli ha chiesto il governo. Anche gli importatori prendendo come riferimento il prezzo di 1,80 + iva 22% non hanno più la convenienza a introdurle in italia, le dirottano in altri mercati europei e extraeuropei. Potrebbe accadere per questo che a un certo punto saremo senza mascherine e ciò significa che ne andrebbe di mezzo la richiesta e la tutela della salute pubblica."

Federfarma è ovviamente parte del percorso sulla distribuzione delle mascherine gratuite della Regione Toscana?

"Certo le distribuiamo ogni giorno, come prevede l'ordinanza regionale. Quelle bianche di panno, hanno una minore vestibilità, anche se sono passate dall'analisi scientifica di una università di Firenze. Comunque la responsabilità di quello che noi distribuiamo gratis in merito alla qualità è a carico della Regione Toscana."

A proposito di responsabilità, certificazioni e importanzioni di mascherine. Che idea si è fatto delle indagini della Finanza che hanno scoperto mascherine non certificate in una farmacia di Arezzo?

"E' una grossa problematica quella che è venuta fuori dalle ispezioni delle farmacie e dai grossisti dopo le indagini da parte della Finanza. Senza entrare nel merito in un modo o nell'altro non può una farmacia, nonostante la presenza dei documenti, verificare l'autenticità degli stessi. Noi ci siamo sempre preoccupati del fatto che l'immissione delle mascherine non idonee avrebbe potuto mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini, ma quando arrivano dispositivi che hanno marchio Ce la farmacia non può andare a verificare se è contraffatto, se è senza le necessarie certificazioni, noi non abbiamo nessun titolo, non lo possiamo fare, non abbiamo strumenti per poterlo fare, non sono, secondo noi, responsabilità che possono essere imputate al farmacista."

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