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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca

"Società fittizie e giro di fatture false da 11 milioni": imprenditore ai domiciliari

Stando a quanto emerso dalle indagini della Guardia di Finanza, l'uomo aveva creato 12 società "cartarie" che emettevano fatture false a favore di aziende che operavano realmente nell'Aretino nel settore della produzione e del commercio di abbigliamento e pelletteria

In cinque anni aveva creato un giro di fatture false, per un totale di 11 milioni di euro e aveva creato circa 800mila euro di crediti d'imposta fittizzi per "abbattere il carico fiscale". Ma questa condotta non è sfuggita ai Finanzieri della Compagnia di San Giovanni Valdarno, che insieme  colleghi del 2° Nucleo Operativo Metropolitano di Palermo, hanno eseguito una misura cautelare personale nei confronti di un imprenditore del Valdarno, indagato per aver attuato una complessa struttura societaria per realizzare una frode fiscale, e attualmente costretto agli arresti domiciliari.

Il provvedimento di cattura è stato emesso  dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Arezzo, su richiesta della Procura che ha coordinato le Fiamme Gialle valdarnesi. E' questo l'epilogo di una vasta operazione di polizia giudiziaria, originata nel 2019, a seguito di attività di polizia economicofinanziaria.

Al destinatario del provvedimento sono state contestate "plurime condotte, realizzate nel corso degli ultimi cinque anni d’imposta (2015-2019), riguardanti l’utilizzo e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, per 11 milioni di euro (di cui 2 milioni di Iva). A questi si aggiungono crediti d’imposta non spettanti, per circa 800 mila euro, fittiziamente creati, per abbattere il “carico fiscale”"

L'imprenditore aveva creato un sistema di società "cartiere" (12 in tutto) "inserite in uno schema “fraudolento”". Le società, cioè,  erano state costituite appositamente per alimentare un "vortice" di fatture, a favore di società valdarnesi, realmente attive che si occupavano di produzione e commercializzazione di abbigliamento e pelletteria.

Le "cartiere" erano state intestate a "prestanome" (tra cui anche un defunto) e a parenti ed affini dell’indagato. Avevano sede in più province della Toscana e nel territorio laziale, e anche all'estero, come l’Austria.

E’ proprio dagli organismi di controllo austriaci che è giunta una richiesta di collaborazione fiscale, che ha insospettito i militari alla sede di San Giovanni Valdarno, tanto da indurli ad avviare ulteriori riscontri, partendo proprio dal flusso finanziario e dai dati societari.
L’attività svolta dalle Fiamme Gialle valdarnesi si pone a contrasto dell’evasione fiscale, perpetrata nelle forme più insidiose per l’Erario e distorsive per il mercato, poiché realizza una concorrenza sleale, a tutto danno dei contribuenti onesti.
Proprio in questo periodo assume particolare rilievo il ripristino della legalità, poiché rappresenta il necessario presupposto per la ripresa dell’economia, a seguito della crisi generata dalla pandemia in atto".

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