Cronaca

Covid, Fanfani: "Chiarezza sulla presunta somministrazione di vaccino alla moglie del medico del carcere di Livorno"

L'ex sindaco di Arezzo, oggi Garante dei detenuti della Toscana, ha espresso la volontà di svolgere approfondimenti: "Sarebbe un gesto di rilevanza penale"

Giuseppe Fanfani, Garante detenuti della Toscana

Una richiesta di chiarimenti al provveditorato dell'amministrazione penitenziaria per la Toscana e alla direzione generale del servizio sanitario regionale. Giuseppe Fanfani, ex sindaco di Arezzo e oggi Garante dei detenuti della Toscana, ha intenzione di approfindire la vicenda della presunta vaccinazione della moglie del medico del carcere livornese 'Le Sughere'. 

"Se confermata, sarebbe un atto di malcostume di rilevante gravità sotto il profilo etico", ha detto Fanfani all'agenzia Adn Kronos, spiegando che intende, avendone "pieno titolo", verificare se la dose sia stata sottratta a quelle da destinare ai detenuti verso il quali "ho un dovere giuridico di tutela". Fanfani rileva inoltre che il fatto, "ove confermato", avrebbe una "rilevanza penalistica in relazione alla quale si attende la valutazione della Magistratura competente".

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