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Banca Etruria, processo per falso in prospetto: la parola ai difensori di Fornasari, Bronchi e Canestri

Si avvia alla conclusione il procedimento nato da una costola della maxi inchiesta sul crac dell'istituto di credito aretino

La parola oggi passa ai difensori. Dopo la requisitoria e le richieste di condanna della pm Julia Maggiore, saranno i legali che rappresentano l'ex presidente Giuseppe Fornasari, l'ex direttore Luca Bronchi e David Canestri a pronunciare la loro arringa. Si avvia alla conclusione il processo per il falso in prospetto collegato al crac di Banca Etruria. 

Lo scorso 16 marzo la pm chiese condanne per un anno e mezzo per Fornasari e Bronchi e un anno per Canestri.

Quella odierna si preannuncia come un'udienza lunga, che forse non si concluderà nell'arco della giornata. La vicenda infatti è complessa. Quello sul falso in prospetto è uno dei processi più delicati sfociati dalla maxi inchiesta condotta dalla procura di Arezzo in seguito al crac dell'istituto di credito aretino. Le accuse ruotano intorno alla comunicazione che Banca Etruria presentò alla Consob nel 2013 sul collocamento delle obbligazioni subordinate. Secondo la procura, fu Luca Bronchi, su mandato dell'allora Cda, a compilare il prospetto ritenuto ingannevole per i risparmiatori. Un'ipotesi di reato che vedrebbe il concorso di Fornasari e Canestri. Su tale prospetto non sarebbero state chiare le condizioni di crisi in cui la banca versava e non sarebbe stato specificato il grado di rischio delle obbligazioni subordinate.

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