Cronaca Centro Storico / Piazza di San Giusto

"Addio grande Faliero", Sant'Andrea piange la scomparsa di Papini. Camera ardente a San Giusto

Oggi dalle 16 la Sala d'Armi Enzo Piccoletti sarà aperta per chi vorrà salutarlo per l'ultima volta e domani alle 15, ci sarà il funerale in Duomo

Il rettore Municchi e il vice Papini nel 1987 con le due lance del cappotto, immagine fornita dal Quartiere di Porta Sant'Andrea

"Se n’è andato il più grande. Il Quartiere di Porta Sant’Andrea è in lutto per la scomparsa di Faliero Papini, di novantadue anni, rettore onorario che ha scritto le pagine più belle e importanti degli ultimi cinquant’anni di storia bianco verde. Lo ha fatto il 23 giugno: lo stesso giorno in cui, nel 2007, conquistava la sua decima e ultima lancia d’Oro, quasi come se fosse un segno del destino."

Comincia così la nota pubblica che il quartiere biancoverde ha diramato per la scomparsa del suo uomo simbolo. All'età di 92 anni ieri è deceduto Faliero Papini che con il suo carisma era riuscito a tenere le redini del quartiere anche quando ci sono stati momenti di crisi da superare.

E sarà proprio il quartiere ad accompagnarlo nell'ultimo viaggio. La salma di Faliero Papini sarà esposta nella giornata di oggi, giovedì 24 giugno, nella Sala d’Armi “Enzo Piccoletti” in palazzo San Giusto alle ore 16.00, mentre il funerale sarà celebrato domani, venerdì 25 giugno, in Duomo alle ore 15.00.

La vita di Papini e l'impegno per la Giostra

Nato ad Arezzo il 20 marzo 1929, era figlio di Giuseppe, piccolo artigiano edile, e Isolina. È cresciuto in via Tommaso Perelli, nella zona del Fonterosa dove ha abitato per tutta la vita con la moglie, la signora Gina. Faliero Papini entrò nel direttivo di Porta Sant’Andrea nel 1976, assieme al rettore Giuseppe Municchi: nominato vice rettore ricoprì questa carica fino al 1990, con una parentesi che lo vide rettore il 7 luglio 1984, quando sostituì Municchi in piazza per l’esordio vittorioso di Martino Gianni.

Nel 1991 ottenne il massimo incarico dirigenziale di Palazzo San Giusto che mantenne fino al 1997 ottenendo 6 vittorie, compreso il cappotto del 1994, e nel 1995 fu tra i fondatori dell’Istituzione Giostra del Saracino. Nel 2003 il Quartiere, a causa di una profonda crisi interna, era stato commissariato e alle elezioni Papini, pur non essendo nella lista dei candidati, risultò il primo degli eletti grazie al voto “fuori lista”. Venne pertanto eletto nuovamente rettore e condusse alla vittoria il Quartiere lo stesso anno, nel mese di giugno, e di nuovo nel 2004, 2006 e 2007, anno del suo decimo trionfo con i giostratori Enrico Vedovini e Stefano Cherici.

Da Martino Gianni a Vedovini e Cherici: tutte le lance vinte da Papini

Nell’ottobre 2007 si dimise per motivi di lavoro e di età, pur rimanendo nel direttivo fino alla fine del mandato. Nel 2008 venne nominato rettore onorario di Porta Sant’Andrea e nel 2014 l’istituzione Giostra del Saracino gli conferì il “premio alla carriera”. Papini ebbe un ruolo determinante nella realizzazione della sede del Quartiere nel 1989 e delle scuderie nel 2004: le sue opere furono innumerevoli, tanto da non poter essere citate tutte.

Il ricordo e il cordoglio di chi ne ha ricevuto il testimone

“Non ci sono parole abbastanza forti per descrivere il vuoto che lascia Faliero Papini – commenta il rettore bianco verde Maurizio Carboni – Per me è stato come un padre, una figura di riferimento che mi ha insegnato tutto sulla Giostra, onorandomi di un testimone che tutt’ora stringo forte con orgoglio. Faliero era un simbolo per Sant’Andrea, una figura autorevole e saggia, una colonna portante che ci ha permesso di diventare quello che siamo oggi. Senza contare l’apporto che ha dato alla festa nella sua totalità: le centinaia di messaggi di cordoglio che ci stanno arrivando, da parte di tutto il mondo giostresco, sono la prova di quello che ha lasciato a questa città”.

"Il consiglio direttivo di Porta Sant’Andrea porge le più sentite condoglianze alla moglie sig.ra Gina e a tutta la famiglia Papini, con un pensiero particolare all’amico dirigente Marco."

L'impresario Papini e i riconoscimenti avuti

Ma Faliero non fu una grande figura solo nella Giostra: nel 1983 gli venne conferito il titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica e nel 1994 quello di Ufficiale. Titolare di una società commerciale di prodotti per l’edilizia, assieme al fratello Sergio dagli anni ’50 è stato tra gli impresari edili protagonisti dell’espansione urbanistica di Arezzo (vedi il palazzo ex Standa e gli edifici di via XXV Aprile). Dirigente della Confcommercio di Arezzo per oltre 30 anni, il 12 ottobre 2008 fu insignito del Premio Michelangelo nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze, il riconoscimento che 50&Più Fenacom Toscana, la federazione regionale degli over 50 di Confcommercio, riserva agli operatori che si sono particolarmente distinti nella loro attività. Impegnato da sempre anche nell’attività sindacale a favore della categoria, nel 1975 costituì insieme ad altri imprenditori di Confcommercio l’Angaisa. Nel campo del volontariato, fin dagli anni ’70 è stato dirigente della Croce Rossa di Arezzo e fu protagonista dell’organizzazione dei soccorsi per i terremoti del Friuli nel 1976 e in Irpinia nel 1980.

Addio grande Faliero, che la terra Le sia lieve.

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