"Coronavirus ad Arezzo", ma è una bufala. La Asl: "Non condividete, possibile accusa di procurato allarme"

La stessa Asl spiega come non esista nessun "Caso aretino" e che la diffusione di questa notizia falsa può costare l'accusa di procurato allarme.

Rimbalza da questa mattina di chat in chat. E'  una foto che sembra scattata ad una schermata di una pagina di notizie del Televideo. Ma si tratta di una terribile fake news. Le parole che riporta infatti sono a dir poco inquietanti: "Coronavirus Arezzo".

A smentirla è la stessa Asl che spiega come non esista nessun "Caso aretino" e che la diffusione di questa notizia falsa può costare l'accusa di procurato allarme.

Tutte le indicazioni del Ministero della Salute

Ma cosa dice il testo? Parla del ricovero di un fantomatico aretino 45enne che il 20 gennaio sarebbe andato in Cina per lavoro e che al ritorno sarebbe stato ricoverato all'ospedale San Donato. Nulla di più falso in realtà. Nessun aretino corrispondente al profilo si sarebbe mai presentato all'ospedale San Donato presentano i sintomi del temibile virus. 

Task force regionale, cinesi ricoverati a Roma erano stati a Firenze

Un caso che dunque non esiste, creato ad arte - non si sa da chi - per incutere paura e creare caos. Netta la smentita dei sanitari tramite le proprie pagine social:

L'Azienda sanitaria comunica che si tratta di una fake news. Chiunque diffonda notizie non verificate con l’Ufficio Stampa
dell’Azienda stessa può essere denunciato per procurato allarme.

L’Azienda sanitaria ha predisposto tutto quello che è previsto dalle procedure per affrontare casi di Coronavirus che per il momento non si sono verificati.

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Non si tratta della prima bufala diffusa via chat nell'aretino in merito al virus cinese. Pochi giorni fa circolava un messaggio in cui si invitavano gli aretini a non frequentare locali o negozi cinesi. Tutto falso. Tutto deprecabile. 

"Evitate negozi e bar cinesi", la bufala sul Coronavirus che infetta le chat aretine

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