Faceva le ricevute, poi le buttava: così la parrucchiera ha nascosto 250mila euro al Fisco

L'indagine delle Fiamme gialle di San Giovanni Valdarno è andata avanti per alcuni mesi: nel mirino un salone "fantasma" la cui partita Iva era stata chiusa nel 2015

Le ricevute fiscali venivano regolarmente emesse, tranne in un caso accertato, poi risultato decisivo per le indagini. Tuttavia quei pezzi di carta erano privi di alcun valore perché la partita Iva del negozio da parrucchiera da cui uscivano era stata chiusa ormai dal 2015. Ma l'esercizio era aperto e la titolare lavorava regolarmente. Secondo i militari della Guardia di Finanza della compagnia di San Giovanni Valdarno avrebbe messo da parte in quattro anni di attività "fantasma" oltre 250mila euro. Senza dichiarare un centesimo al Fisco.

Ora deve pagare 100mila euro di tasse

La ricostruzione dell'evasione fiscale

L'approfondimento delle Fiamme Gialli valdarnesi era iniziato il 5 settembre scorso, quando, i finanzieri riscontrarono la mancata emissione di una ricevuta fiscale al termine di un taglio di capelli effettuato dalla professionista. E così iniziò un controllo su tutta l'attività, conclusosi alcuni giorni fa: il 3 febbraio. Attraverso una serie di accertamenti, condotti anche con l'ausilio dell'Agenzia delle Entrate, la Finanza ha stimato incassi annuali da circa 210mila euro più Iva. Totale: 250mila euro, di cui zero dichiarati. Perché la partita Iva legata all'esercizio, chiusa nel 2015, non era stata più riaperta, mentre agli inquirenti risulta che l'attività non si è mai realmente interrotta.

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La donna titolare, classe 1954, non è stata denunciata (l'evasione è al di sotto della soglia penale), ma è stata sanzionata amministrativamente. Dovrà ora corrispondere al Fisco quanto dovuto, ovvero le tasse sull'imponibile di quattro annualità (circa 60mila euro) e 40mila euro di Iva indebitamente trattenuta.

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