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Cronaca

Estra, Consiglio di Stato: "Illegittima la prima nomina di Macrì". Regolare l'attuale presidenza

Secondo i giudici romani, nel 2017 mancarono i requisiti previsti dalla legge Severino: dovevano trascorrere almeno due anni prima della nomina

Le motivazioni sono state depositate lo scorso agosto. Il Consiglio di Stato si è espresso sul caso della prima nomina di Francesco Macrì alla presidenza di Estra: come riporta il Corriere di Arezzo, secondo i giudici quella nomina, nel 2017, non era legittima. Una sentenza che non ha nulla a che vedere con l'attuale ruolo di Macrì ai vertici della partecipata: la recente nomina alla presidenza infatti non è messa in alcun modo in discussione.

Ma cosa accadde nel 2017? Macrì si dimise da consigliere comunale nel settembre 2016. Pochi giorni dopo entrò nel consiglio di amministrazione di Estra e il 20 luglio 2017 fu nominato presidente. Secondo il consiglio di stato però Estra è una "società di diritto privato a controllo pubblico", quindi sottoposta ad una normativa specifica: l'ormai famosa legge Severino, che prevede un tempo di "raffreddamento" di due anni tra la fine di un incarico in un ente pubblico (in questo caso il Comune di Arezzo) e la nomina in una controllata. Un lasso di tempo che nel caso della prima presidenza di Macrì non era ancora trascorso. Per questo nel novembre 2021 Anac, con una delibera, decretò la decadenza del leader locale di Fratelli d'Italia dal suo ruolo alla guida di Estra. 

In seguito Macrì, assistito dall'avvocato Gaetano Viciconte, fece ricorso al Tar il quale si pronunciò respingendo la richiesta. La battaglia legale è arrivata fino al Consiglio di Stato. Le motivazioni della sentenza sono state depositate il 21 agosto: quelal prima nomina secondo i giudici romani fu illegittima. 

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