Macrì replica ai sindaci Pd: "Sono stato indicato e votato all'unanimità in assemblea"

Nessun accenno all'inchiesta, alla perquisizione di ieri ad Estra, alle indagini per peculato e abuso d'ufficio. Ha detto "Il mio mandato è a disposizione"

Francesco Macrì

Rompe il silenzio dopo 24 ore dalle perquisizioni nella sede aretina di Estra in via Igino Cocchi. Francesco Macrì, presidente appena confermato della multiutility, risponde a mezzo social agli attacchi avuti in merito al suo secondo mandato ottenuto all'unanimità dei soci presenti in assemblea in rappresentanza dei territorio di Arezzo, Siena, Prato e Ancona.

Sono stati infatti i sindaci del Pd a contestare il fatto che il rinnovo sia arrivato per 3 anni e non per uno ed è stato additato come responsabile Franco Scortecci presidente di Coingas del quale in coro ne hanno chiesto le dimissioni:

"Il mandato dei sindaci al presidente di Coingas era chiaro: rinnovare il  Consiglio d'Amministrazione di Estra solo per 1 anno. Le ragioni sono evidenti. Il presidente Macrì è sottoposto a indagine da parte della magistratura e a settembre si voterà al Comune di Arezzo. La sconfitta del centro destra determinerebbe un cambio di maggioranza all'interno dell'assemblea dei soci Coingas. Da sottolineare che la proposta di 1 anno e non di 3 era stata fatta in assemblea dal sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli e non dai sindaci del centro sinistra che, per senso di responsabilità istituzionale, avevano comunque accettato di sostenerla. A questo punto - concludono - invitiamo Scortecci a dimettersi per non aver rispettato il mandato ricevuto."

La risposta di Francesco Macrì

"In relazione alle recenti dichiarazioni apparse sulla stampa da parte di alcuni “Sindaci del PD” sulla durata del mio mandato come presidente di Estra, comunico che il mio incarico è a disposizione di chi mi ha indicato, nel rispetto assoluto della corretta dialettica politica che deve caratterizzare le istituzioni. Preciso comunque che il mio incarico è stato votato all’unanimità in assemblea senza alcuna limitazione temporale, rispetto alla durata triennale prevista dallo statuto di Estra."

Nessun accenno alla nuova inchiesta che lo vede da ieri indagato per peculato e abuso d'ufficio. E' la seconda che lo vede coinvolto dopo i filoni sulla sua nomina a presidente di Estra. La perquisizione è stata eseguita dalla Guardia di Finanza che ha sequestrato materiale contabile. L'operazione è scattata in seguito ad una informativa della Digos, come si evinceva da uno degli atti secretati e apparsi come omissis nell'avviso di chiusura delle indagini siglato dal pm Andrea Claudiani. Le oltre 6mila pagine subito dopo sono passate nelle mani del sostituto procuratore Roberto Rossi che è diventato titolare dell'inchiesta e in questi giorni ha chiesto di agire proprio agli agenti delle fiamme gialle visto che si trattava di materia contabile.

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