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Notti brave in piazza della Badia: presentato un esposto. I residenti: "Pronti alla denuncia in Procura"

I residenti e imprenditori si sono riuniti in un comitato per denunciare una situazione di gravi disagi che si verificherebbero ogni fine settimana

L'esposto è stato inviato sia al prefetto che al sindaco di Arezzo ma, se non vi saranno risposte certe, si rivolgeranno alla Procura della Repubblica. Sono nuovamente i residenti e gli imprenditori di piazza della Badia, via del Saracino, via Saffi, via Cavour, via dei Pecori, piazza e via della Fioraja a farsi avanti per dire basta a quella che "nulla ha a che vedere con il divertimento e con la movida". Strade invase da centinaia di avventori senza mascherine, assembramenti in ogni angolo, portoni utilizzati come urinatoi. E poi ancora vomito, sporcizia, bottiglie, bicchieri di plastica sparsi ovunque e una quantità inveromile di giovani ubriachi. "Come si può descrivere tutto questo? - spiega una delle residenti della zona - abbiamo presentato l'esposto al prefetto e al sindaco ma abbiamo scelto di accompagnare alle parole le immagini perché solo così è possibile rendersi conto di quello che accade ogni weekend in questa zona del centro storico".

Nelle settimane passate le segnazioni giunte dal quartiere rappresentavano una situazione distorta dove alla necessità di rispettare regole ben precise sul distanziamento e sulla sicurezza personale, si contrapponevano scene deliranti dettate dalla presenza di centinaia di persone alterate da alcol. "Amiamo vedere il nostro centro storico vivere - continuano i residenti - ma qui ci sentiamo abbandonati a noi stessi. È una situazione completamente priva di rispetto per noi abitanti che ce ne prendiamo cura ogni giorno e ogni notte vigilando sui comportamenti incivili di cui siamo vittime da anni. Abbiamo provveduto ad implementare il servizio di illuminazione pubblica assolutamente insufficiente con interventi privati individuali e ci troveremo costretti ad intervenire su servizi di vigilanza che scoraggino le attuali forme di inciviltà. Ma tutto questo non è sufficiente. E in aggiunta c'è anche chi ci punta il dito contro per sostenere che siamo "quelli anti movida", quelli che non voglio eventi o manifestazioni. Al contrario. Siamo ben felici che ci sia attenzione verso le attività e incentivi per le manifestazioni pubbliche a patto però che esse siano controllate e decorose. Qui tutto ciò non avviene".

All'interno dell'esposto, già consegnato alle autorità, viene sottolineato come: "i numerosi episodi di degrado urbano e sociale che si verificano nelle serate del venerdì e sabato dalle 23 alle 4 di notte circa" e come "la situazione si è notevolmente aggravata, rendendo la zona invivibile per i residenti in seguito alla delibera n.139 del 25/05/2020 “Arezzo non molla e riparte": Misure in favore delle attività produttive e di pubblico esercizio", che ha stabilito modifiche sostanziali al vigente regolamento per l'occupazione del suolo pubblico e ha istituito nuove zone pedonali del centro storico". In questo senso viene reso noto che "l’assembramento incontrollato di giovani alterati dall’alcool e da sostanze stupefacenti oltre a creare disagio per i residenti e turisti che a causa di schiamazzi continui fino a tarda notte non riescono a riposare, oltre ai problemi di igiene pubblica, a causa del compimento di atti che offendono la pubblica decenza, è ancora più grave in questo momento di emergenza sanitaria in quanto comporta un aumento del rischio epidemiologico legato al diffondersi del virus Covid-19".

E poi vengono sottolineati alcuni aspetti ritenuti contraddittori presenti all'interno della delibera comunale. "È prevista l’istituzione delle zone pedonali dalle ore 19 alle ore 1 ma il “consumo e somministrazione di bevande alcoliche, nelle immediate vicinanze degli esercizi pubblici di somministrazione (ad una distanza massima di 20 metri) durante gli orari di apertura degli stessi esercizi”. Ci chiediamo come sia possibile autorizzare gli esercenti alla somministrazione di alcolici fino a tarda notte, anche oltre l’orario della istituzione della zona pedonale, semplicemente auto dichiarando l’orario di apertura del locale. Inoltre le forze dell’ordine non presidiano la zona per tutta la durata di apertura dei locali ma solo fino a mezzanotte, ne consegue che oltre quell’ora le zone in oggetto, già di precaria gestione, diventano una “zona franca”, invasa da una miriade di giovani senza alcun dispositivo di protezione, priva di qualsiasi controllo che alimenta anche il rischio di diffusione del virus. La delibera consente anche agli esercizi pubblici che non siano dotati di servizio igienico per la clientela l’esposizione di tavolini e sedie per effettuare le consumazioni. Considerando che in centro storico non ci sono bagni pubblici è facile immaginare quali siano state le conseguenze sulle nostre strade di questa concessione, generando un vero problema igienico sanitario. Se l’intento della delibera era quello di promuovere delle misure in favore delle attività produttive e di pubblico esercizio crediamo che in piazza della Badia e vie limitrofe abbia in realtà danneggiato alcune attività come b&b e ristoranti, costretti a confrontarsi con lamentele continue dei clienti e perdita di fatturato, favorendo invece solo alcuni locali che prontamente hanno modificato la loro attività principale e i precedenti orari di apertura per avvantaggiarsi della possibilità di vendere alcolici e superalcolici ai giovani, generando un flusso e assembramento di persone fuori controllo a cui neanche sono obbligati ad offrire il bagno nel locale".

In considerazione di tutto ciò i residenti di piazza della Badia, via del Saracino, Aurelio Saffi, Cavour, dei Pecori e via della Fioraja chiedono "un maggior presidio delle zone citate da parte delle forze di sicurezza nelle serate di venerdì e sabato dalle ore 23 alle ore 4; che vengano fatte rispettare le norme contenute nell'ultimo decreto del presidente del consiglio dei ministri in materia di misure volte alla diffusione del Covid sanzionando i trasgressori, il ripristino della norma prevista nel regolamento di polizia urbana sul consumo, vendita e somministrazione di bevande alcoliche e non alcoliche. Chiediamo l’applicazione di queste richieste avvenga dal prossimo venerdì 18 settembre perché non è tollerabile accettare che si verifichi nuovamente quanto accaduto negli ultimi weekend. In caso di mancata risposta o risoluzione del problema siamo a rappresentare che procederemo tramite un esposto presso la Procura della Repubblica".

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