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Effetto Covid e qualità della vita: male le palestre e le imprese che fanno ecommerce, il paradosso aretino

In quest'ultimo caso Arezzo si posiziona al 90esimo posto con una variazione percentuale dell'8,15% contro il primato di Lecco che ha avuto un incremento del 30,77%

Venticinque analisi specifiche aggiornate fino a oltre la metà de 2020 per mettere in evidenza come la pandemia stia incidendo sulla qualità della vita delle persone. La classifica del Sole 24 Ore avrebbe avuto un significato zoppo altrimenti. Venticinque indicatori in più sono stati inseriti a questo scopo.

Molti sono i dati che pongono la provincia di Arezzo con il segno meno, i peggiori sono quelli del numero di palestre e delle imprese che fanno ecommerce. In quest'ultimo caso Arezzo si posiziona al 90esimo posto con una variazione percentuale dell'8,15% contro il primato di Lecco che ha avuto un incremento del 30,77%. I locali invece dove fare attività sportiva di vario tipo portano la provincia al 100esimo posto con un meno 5,71%. Posizione 69 invece per i bar con un meno 0,69% (ma forse è presto per misurare le conseguenze di queste attività rimasti in gran parte chiuse sia nel lock down generale che nel periodo di zona rossa e arancione). Stabili le librerie nel territorio aretino, la variazione percentuale è pari a zero e il posto in classifica è il 43esimo. Misurati anche i ristoranti, considerando anche quelli mobili: 47esimo posto con una variazione positiva dell'1,21%.

Nel corso dei primi mesi del 2020 è aumentato il ricorso degli aretini al reddito di cittadinanza. Arezzo in questo caso è 50esima con un più 20,81%. Prima si attesta Milano con + 40,33%.

Gli altri dati aggiornati al 2020

Oltre a misurare il 2019, la classifica del quotidiano di Confindustria ha cercato di aggiornare alcune classifiche con dati più recenti, per fornire una fotografia più attendibile rispetto ai mesi di pandemia vissuti nel territorio. Tra gli spaccati presi in considerazione ci sono: l'assorbimento del settore residenziale con Arezzo 61esima con meno 21,5% rispetto al 2019 (stesso dato di Bergamo); le cancellazioni anagrafiche 44esimo posto con -26.07%; le ore autorizzate di cassa integrazione ordinaria, prendendo in esame settembre 2020 in confronto a gennaio 2020 con la provincia che si posiziona 25esima con più 63,64%; la cessazioni di imprese 69esimo posto con -15,68%;  crescono i depositi bancari di famiglie consumatrici ma non molto rispetto alle altre città, infatti Arezzo si posiziona 72esima con una viariazione di 2,61%; ma anche 32esima per le fatture commerciali ai fornitori oltre i 30 giorni;  c'è anche l'indice di litigiosità che misura la variazione percentuale dei procedimenti iscritti tra il primo semestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019: Arezzo è 57esima con -21,18%; l'indice di rotazione delle cause pone la provincia al 74esimo posto con - 7,59%; calano le iscrizioni anagrafiche con - 27,04% (60° posto).

Buona posizione per la presenza di medici di medicina generale ogni mille abitanti: Arezzo è 39esima con + 1,45%;  + 4,21%  nelle nascite tra gen-giu 2020 rispetto a gen-giu 2019 e qui Arezzo è settima. La spesa sociale degli enti locali per assistenza è aumentata del 4,52% (posizione 24), il tasso di mortalità standardizzato per 10mila abitanti pone Arezzo al 65esimo posto con un + 1,65% tenendo conto che in questo caso è stata misurata la variazione percentuale tra il semestre gennaio giugno 2020 rispetto alla media dello stesso semestre nel periodo 2015-2019. Per le nuove iscrizioni di imprese  la variazione gen-set 2020 rispetto a gen-set 2019 Arezzo è 24esima con meno 15,71%. Calo importante per il prodotto interno lordo pro capite per la provincia: 75esimo posto con - 8,08%. La popolazione con crediti attivi nella provincia di Arezzo ha una variazione in positivo con + 8,30% che pone il territorio al sesto posto. mentre le start up innovative segnano un balzo del 54,55% e portano al quarto posto la classifica aretina. Il prezzo medio di vendita delle case è sceso del 2,33% ponendo Arezzo al 24esimo posto in questa specifica classifica. La quota di cause pendenti infine ha una variazione del 27,82% con la provincia al 35esimo posto.

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