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Venerdì, 12 Agosto 2022
Cronaca Sansepolcro / E45

E45, dopo la tragedia parlano i pendolari: "Su quella strada insicurezza e angoscia"

Polemiche dopo il drammatico incidente in cui ha perso la vita Geremia Rubechi

Senso di impotenza, insicurezza e angoscia. Sono i sentimenti di chi, ogni giorno, è costretto a percorrere la E45, sempre più un cantiere in itinere che una strada europea. Dopo lo schianto che ha portato al decesso Geremia Rubechi, il gruppo che fa riferimento alla pagina Facebook ''Vergogna E45'' ha preso posizione su una buca che era nei pressi dello scambio di carreggiata.

Incidente mortale in E45: nel gruppo Vergogna E45, dopo qualche ora, avete messo subito in evidenza la presenza di una buca che da tempo avevate denunciato e che è stata ricoperta. Come mai secondo voi?

"Sono mesi che denunciamo la pericolosità delle deviazioni in prossimità di cantieri come questo che poi rimangono fermi senza motivo. Quando mettono le deviazioni non si preoccupano di sistemare le buche che si formano tra una carreggiata o di segnalare meglio lo scambio di carreggiata. Dopo l’incidente di sabato è apparso asfalto fresco e cartelli con frecce che prima non c’erano quindi ci siamo indignati perché potevano farlo prima, così è una presa in giro".

Il tratto fra PieveSanto Stefano e Sansepolcro è stato già teatro di gravi incidenti, fra cui quello del 2016 in cui morirono due donne di Città di Castello: fatalità?

"Stesso punto, direzione inversa, per fortuna non furono coinvolte altre persone. Di sicuro i cantieri e le deviazioni sono ostacoli e possono contribuire a ingigantire le conseguenze di distrazioni al volante o di fatalità come malori, mettiamo pure che non tutti conoscono bene la strada quindi si ritrovano a fare diversi slalom imprevisti".

Che miglioramenti vorreste fossero realizzati in questo tratto per renderlo più sicuro?

"A noi va bene che lavorino per migliorare l’arteria ma questi lavori sono ciclici e costosi e spesso fermi per mesi o addirittura anni quindi vorremmo capire come mai non si sbloccano o vengono fatti male. C’è una deviazione da anni dopo l’area di servizio di Pieve sempre molto pericolosa, nonostante le segnalazioni non si sono visti lavori".

Il vostro è un gruppo nato da esperienze personali e composto, nella maggioranza, da chi ogni giorno percorre la E45. Come si vive nel transitare tutti i giorni questa arteria?

"Si vive con il senso di insicurezza nel percorrerla, e soprattutto con l’angoscia di vederla chiusa di nuovo nel tratto tra Canili e Verghereto dove non c’è viabilità alternativa".

Secondo voi quali sono i punti di maggiore pericolo della E45 nella zona a cavallo fra Umbria, Toscana ed Emilia Romagna?

"Il tratto più pericoloso rimane quello dei viadotti a cavallo con la Romagna perché non si capisce a che punto siano i lavori per la messa in sicurezza dei piloni e di tutto il resto, cambiano le ditte di continuo e anche li sono fermi in alcuni tratti, e come detto sopra non c’è viabilità alternativa"

Altre due questioni: la prima è ormai stagionale, nel senso che in estate il transito aumenterà. La seconda, invece, è il prossimo inizio dei lavori sul Puleto. Due eventi importanti per la E45: secondo voi cosa accadrà e come si potrà rendere più sicuro il transito?

"Quando aumenta il traffico aumenta la pericolosità in prossimità delle deviazioni o dei tratti a doppia corsia, se si sbrigassero a lavorare prima dell’estate sarebbe meglio per tutti. Per quanto riguarda il Puleto ormai abbiamo finito le parole, tra appalti, subappalti e fallimenti abbiamo perso il conto dei miliardi spesi, speriamo si concludano prima che peggiori lo stato dei piloni e della strada"

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