E' scomparso Vittorio Dini, cofondatore degli Sbandieratori di Arezzo e stimato professore

E' scomparso nelle scorse ore Vittorio Dini, primo direttore tecnico degli sbandieratori di Arezzo nonché stimato professore e uomo di cultura. Dini, classe 1925, è stato una delle personalità di spicco dell'Arezzo contemporanea. Di seguito il...

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E' scomparso nelle scorse ore Vittorio Dini, primo direttore tecnico degli sbandieratori di Arezzo nonché stimato professore e uomo di cultura.
Dini, classe 1925, è stato una delle personalità di spicco dell'Arezzo contemporanea.


Di seguito il ricordo di Alessandro Ruzzi, nipote dello scomparso.



E' deceduto Vittorio Dini, già professore universitario e animatore degli sbandieratori (oltre a molto altro)

Mio zio, classe 1925.
Fratello della mia mamma, come lei aveva sofferto la prematura perdita della loro mamma a causa di un maldestro intervento chirurgico. Mandato quale orfano in collegio a Roma sotto il fascismo, dopoguerra aveva insegnato ginnastica prima di intraprendere gli studi universitari. Divenuto docente, insegnando alla università di Urbino e poi al magistero di Arezzo, aveva coinvolto tanti studenti nell'indagine storica locale, questi ragazzi avevano battuto aree estreme della provincia col magnetofono (si chiamava così) per raccogliere dalla viva voce degli anziani quanto era possibile circa il loro vissuto, un percorso che lo aveva portato a contatto con Tutino per la diaristica minore, ma fondamentale.

Saggista apprezzato, il suo libro “il potere delle antiche madri” sul culto delle acque e non solo, aveva consolidato il filone di indagine su una civiltà contadina e atavica che aveva una ritualità affascinante, conoscenze pratiche utili ed profondo rispetto dei miti e della natura.

La perdita della moglie Alda, problemi di salute propri, ne avevano ridotto l'impegno insieme al procedere della età. Non riusciva ad elaborare il drammatico lutto della morte improvvisa del figlio Sergio e si era rifugiato in casa, da cui usciva con malavoglia.

Notissimo in città anche per l'impegno profuso nella creazione del gruppo sbandieratori di cui era stato direttore tecnico per decenni, una attività che aveva portato il nome di Arezzo in giro per il mondo (ricordo quando aprirono i giochi olimpici negli anni '60).

Una casa ingombrata da libri in ogni dove, la macchina da scrivere sempre con un foglio a mezzo, tanti visitatori, piacevoli confronti e chiaccherate.
Ci mancherai, zio. Saluta tutti, quando li incroci.
Un abbraccio a Claudio ed agli amatissimi nipoti.

Esposizione dal pomeriggio del 26.7 presso la Misericordia di Arezzo; cerimonia funebre il pomeriggio (ore 15, forse h.16) del 27 a sant'Agostino.


Il ricordo dell'associazione Sbandieratori Arezzo


L’associazione Sbandieratori di Arezzo annuncia con immensa commozione e profondo dolore la scomparsa di Vittorio Dini, primo direttore tecnico degli sbandieratori, sbandieratore d’onore dal 1964, anima e storia dell'associazione.

Chiamato da subito a dirigere il gruppo dal fondatore Alberto Mario Droandi, assieme a Florido Magrini studiò e sviluppò l'antica tecnica del "maneggiar l'insegna" e condusse ai massimi livelli tecnico-coreografici e ai più alti riconoscimenti planetari la scuola aretina dello sbandieramento.

L'associazione perde un punto di riferimento della sua storia e della sua memoria.

Mancherà a tutti noi, alla città, alla Giostra, al movimento delle bandiere in Italia e in Europa, alla sua famiglia alla quale rivolgiamo le più sentite condoglianze.

Un abbraccio, Professore.


Cordoglio all’Università di Siena per la scomparsa del professor Vittorio Dini


La direttrice del dipartimento di Scienze della formazione, scienze umane e della comunicazione interculturale dell’Università di Siena, Loretta Fabbri, a nome personale e dell’Ateneo, esprime profondo cordoglio per la scomparsa del professor Vittorio Dini, già docente di Antropologia culturale e Sociologia dei processi culturali nella facoltà di Magistero con sede ad Arezzo.


“Il professor Dini ha unito competenza scientifica e didattica a una forte carica umana, con le quali è stato capace di coinvolgere generazioni di studenti in un importante lavoro di ricerca socio-antropologica. Grazie al suo impegno è stato possibile recuperare la memoria sociale propria delle culture popolari locali”.


Il professor Vittorio Dini aveva insegnato nella facoltà di Magistero fin dalla sua istituzione ed era in pensione dal 1997.


I funerali saranno celebrati nel pomeriggio di domani, venerdì 27 luglio, presso la chiesa di Sant’Agostino ad Arezzo.


Il cordoglio del sindaco Alessandro Ghinelli


“Sono sinceramente addolorato per la scomparsa del professor Vittorio Dini. Con lui se ne va una figura di grande spessore e di grande cultura, un uomo che ha amato profondamente la propria terra, alla quale ha dedicato non soltanto i suoi studi ma dalla quale si è fatto anche ispirare per i suoi insegnamenti, soprattutto quelli rivolti ai suoi studenti dell'allora Magistero di Arezzo, stimolati e coinvolti nelle ricerche sulla storia locale. Preziosi i suoi saggi, studi dei miti e dei riti alla base della storia delle comunità. Non solo alla ricerca, il nome del professor Dini si lega indissolubilmente a quel grande orgoglio cittadino che sono gli Sbandieratori dei quali è stato primo direttore tecnico, ponendo le basi e consolidando poi l'indiscussa abilità e maestria che li contraddistingue oggi nel mondo. Alla famiglia vanno le mie più sincere condoglianze.”



Il ricordo di Massimiliano Ricciarini

Il ricordo del (mio) professore Vittorio Dini dalle ricerche di tesi di laurea alla tesina di master sui cibi di strada Dio che perdita. Apprendo solo ora la notizia e rimango di stucco. Dispiaciuto e amareggiato per la scomparsa del professor Vittorio Dini. Mi sono laureato con lui nel 1999 dopo l’esperienza Erasmus di 9 mesi a Parigi (‘97-‘98) dove ho svolto ricerche sulle opere di Honoré de Balzac per la tesi comparata tra lingua e letteratura francese (Prof.ssa Alba Ceccarelli Pellegrino) e Sociologia dei processi Culturali Cognitivi e Normativi, la sua disciplina. Ripenso a quando dovevo impostare il mio corso di studi e al piano superiore della Godiola (allora sede del Magistero di Arezzo) un’aula sempre gremita vedeva il prof esporre i contenuti delle sue ricerche e argomentare agli studenti proprio come nel film “L’attimo Fuggente”.

Fui catturato e decisi che dovevo approfondire. Tra le aule del magistero e casa sua ho sempre più amato l’approccio sociologico alla sua maniera. Mi affascinavano le sue dissertazioni. Dopo la laurea nel 1999 entro nel mondo del lavoro ma nel 2003 resto “fulminato” dal bando di un master presso la sede aretina dell’Università di Siena “Le Rotte del Gusto” ideato e diretto dal suo collega Prof Ricci docente di linguistica generale. Da lì inizia l’epopea del fenomeno Streetfood.


A lui dedico la 9ª edizione dell’evento Streetfood Village al parco Il Prato di Arezzo dal 14 al 16 settembre


Mi sembra chiaro che devo quasi tutto della mia vita alla conoscenza all’incontro e la frequentazione del Prof Dini. Riposa in pace professore.


Il cordoglio del sindaco di Sestino


L’amministrazione comunale di Sestino, a nome di tutta la comunità, si unisce al dolore dei famigliari e di quanti conobbero e stimarono Vittorio Dini, volendo ricordare con orgoglio quanto il prof. Vittorio Dini ha fatto in favore di Sestino e di quella “cultura popolare”, che è stata caratteristica della nostra gente e del nostro mondo rurale.


Ideò e organizzò l’Istituto Interregionale di Studi e Ricerche della civiltà appenninica, che - dopo un intenso lavoro preparatorio nei territori, da Città di Castello, a Sansepolcro, al Casentino, a S.Piero in Bagno, a Camaldoli - ebbe sede in Sestino, dove si conservano ancora numerosi documenti. I primi risultati, pubblicati nel volume “Luoghi e voci e della memoria collettiva”, che raccoglie le prime indagini su Sestino e Monterchi, costituisce ancora – insieme a successive pubblicazioni – il repertorio memoriale di un mondo, che oggi conosciamo meglio nei suoi aspetti umani e culturali, sintesi delle radici del mondo contemporaneo.


Ma ricordano Vittorio Dini le famiglie, che spesso venivano coinvolte direttamente, i molti giovani che negli anni dal Settanta al Novanta del secolo scorso, lavorarono convinti sul progetto e gli insegnamenti pedagogici di Vittorio, che trasferirono nella scuola il senso di appartenenza ad un “ethos” che non tramonta nei valori pur nel succedersi dei tempi.


Per merito di Vittorio, spesso Sestino fu al centro di attenzioni di molte università e di molti studiosi di portata nazionale, facendoci veramente comprendere che non conta essere “piccoli” come dimensione e relegati nella “marginalità” moderna ma operatori vivaci e consapevoli.


E quegli operatori vivaci e consapevoli, oggi che sono diventati professionisti, adulti dediti al lavoro e alla famiglia, amministratori e frequentatori di Sestino, fanno tesoro dei suoi insegnamenti e della sua “pedagogia” che guardava lontano non dimenticando l’essenza critica delle nostre radici contadine.

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Grazie Vittorio. Il sindaco Marco Renzi




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