"Forse non è stato lui". Droga nascosta nel muro a Colcitrone: in libertà il presunto pusher

La vicenda è stata ripercorsa ieri in tribunale ad Arezzo

Non c'è certezza di chi sia realmente stato a nascondere la droga tra le pietre di quell'antico muro.
E' con questa motivazione che è decaduta l'accusa nei confronti di J.M., il tunisino arrestato ad inizio di febbraio dai carabinieri aretini con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Ieri mattina nelle aule del tribunale di Arezzo, davanti al giudice Giulia Soldini, è stata ripercorsa la vicenda.

Droga nascosta in un muro del centro storico

I fatti sono quelli che si riferiscono alle oltre centocinquanta dosi di eroina e cocaina trovate nascoste tra le pietre delle antiche mura del centro storico. Un magazzino a cielo aperto che si trovava nel quartiere di Colcitrone. 
Dopo una lunga attività di indagine i carabinieri aretini, con il supporto dell'unità cinofila, riuscirono ad acciuffare J.M. Da perquisizione personale e domiciliare i militari riuscirono a recuperare altro stupefacente che il magrebino aveva nascosto negli slip e dentro ad un cuscino.
Da qui l'arresto e l'accusa di detenzione ai fini di spaccio.

Fino a ieri l'uomo si trovava agli arresti domiciliari ma da oggi è tornato in libertà.
Le ragioni? Secondo il tribunale di Arezzo non c'è certezza che a nascondere la droga tra le pietre di quel muro sia stato proprio lui. Secondo quanto emerso in aula infatti, l'appartamento dove il tunisino viveva era frequentato anche da un'altra persona. Un elemento che ha permesso alla difesa di smantellare l'accusa rivolta a J.M.

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Così con formula dubitativa è decaduta l'accusa più grave rimanendo in piedi soltanto l'addebito di quattro mesi di reclusione (pena sospesa) per lo stupefacente trovatogli addosso e nel cuscino. 
 

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