Cronaca

Bozza nuovo Dpcm Draghi: cosa si può fare dal 6 marzo al 6 aprile e perché la scuola è a rischio chiusura

Il nodo da sciogliere è quello relativo alla scuola e alla possibilità di sospendere nuovamente le lezioni in presenza

Mario Draghi, presidente consiglio dei ministri

Dal 6 marzo spostamenti, aperture degli esercizi e attività saranno regolati da un nuovo Dpcm, il primo firmato dal nuovo premier Mario Draghi. Tra le incognite restano quelle relative alla didattica in presenza all'interno delle scuole. Tema che, anche ad Arezzo, è diventato di fortissima attualità in seguito all'ordinanza del sindaco Ghinelli che, da oggi, dispone il ritorno alla dad per le scuole elementari, medie e superiori del territorio. La modulazione nella chiusura degli istituti scolastici, come rende noto Today.it, è frutto di una valutazione del Comitato Tecnico Scientifico che sottolinea come "ci sarebbe un impatto delle scuole sui nuovi contagi, spiegano le fonti, ma sarebbe differenziato da zona a zona e per questo bisogna rimodulare le misure su base provinciale e comunale, non regionale". L'ipotesi che prevale, per ora, è quella di prevedere la dad in tutte le scuole nelle zone rosse regionali o locali o dove si registra il superamento di una determinata soglia di incidenza che dovrebbe essere di 250 contagi settimanali ogni 100mila abitanti. L'altra ipotesi è di valutare l'incidenza di 100 contagi settimanali su 100mila abitanti e viene supportata da altre componenti. Intanto però da gennaio i congedi parentali Covid non esistono più. Le madri sono costrette a utilizzare ferie e permessi per stare a casa con i figli in quarantena o in dad.

Nuovo Dpcm Draghi: cosa si può fare e cosa no dal 6 marzo fino al 6 aprile

È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale l'ordinanza del ministero della Salute sulle regioni in zona rossa, arancione e gialla. La Toscana, come noto, continua a rimanere in zona arancione. 

  • nella zona gialla: Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Puglia, Sicilia, Valle d’Aosta, Veneto;  
  • nella zona arancione: Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Umbria;
  • nella zona rossa: Basilicata, Molise. 
  • nella zona bianca: la Sardegna, tranne le aree in rosso.

In base alle regole che saranno definite dal nuovo Dpcm è possibile riepilogare cosa si può fare e cosa no dal 6 marzo fino al 6 aprile, ricordando che gli spostamenti tra regioni sono sempre vietati, i trasferimenti nelle seconde case sono ammessi solo nelle zone gialle e arancioni e che in automobile non si può salire in più di tre persone insieme.

Nella zona arancione:

  • è in vigore il coprifuoco: si può uscire di casa dalle 5 alle 22; non si può andare al bar o al ristorante ma si può prendere cibo da asporto dai bar fino alle 18 e dai ristoranti fino alle 22;
  • c'è la deroga per parenti e amici: si possono andare a trovare una volta al giorno, tra le 5 e le 22, due persone, oltre ai minori di anni 14 sui quali esercitano la potestà genitoriale;
  • è possibile andare dal parrucchiere o dal barbiere, nei centri estetici; 
  • è possibile fare attività motoria all'interno del comune di residenza, raggiungere le seconde case fuori dal comune o dalla regione (ma non se si trovano in zona rossa), andare nei negozi e nei centro commerciali (dal lunedì al venerdì); 
  • non si può uscire dal comune di residenza se non per i motivi, di lavoro, salute, estrema necessità e urgenza; andare al cinema o a teatro, andare in palestra o in piscina;
  • è necessaria l'autocertificazione per gli spostamenti  (il modulo qui).

Didattica a distanza nelle scuole di ogni ordine e grado, e quindi edifici scolastici chiusi, nelle regioni, province e comuni in zona rossa, nelle zone ad alta incidenza (250 casi ogni 100mila abitanti in sette giorni) e in tutte le aree dove sono state adottate misure stringenti di isolamento "in ragione della circolazione di varianti virali con alto rischio di diffusività": è questa l'indicazione contenuta nel verbale che il Cts ha stilato al termine delle due riunioni che si sono tenute, ieri sera e questa mattina, per rispondere al quesito posto dai governatori sull'impatto della scuola sulla curva alla luce della circolazione delle varianti. Le indicazioni potrebbero essere inserite come nuove misure di contenimento nel prossimo Dpcm.

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