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Caos sul bus Tiemme, disabile non vuole la cintura e chiama i carabinieri. Gli autisti: "E' il regolamento"

L'episodio si è verificato lungo una tratta sostitutiva del servizio ferroviario. Sia all'andata che al ritorno sono intervenute le forze dell'ordine. La donna sarebbe stata esonerata dalla cintura allacciata per una questione medica. Polemica anche sul posizionamento della carrozzina

Controverso episodio questa mattina in provincia di Arezzo, lungo una tratta extra-urbana di Tiemme, sostitutiva del servizio ferroviario. Al culmine del quale sono dovuti intervenire anche i carabinieri. Cuore della polemica, il posizionamento della carrozzina di una disabile all'interno di un bus e le cinture di sicurezza allacciate, da cui - per una questione medica - la donna sarebbe esonerata. 

Purtroppo è successo - spiega Alfonso Marzi, sindacalista degli autisti che parla a nome delle sigle di categoria di Cigl, Cisl e Uil - che uno dei nostri conducenti abbia avuto un contrasto con una signora in carrozzella. La donna, salita a bordo, è stata posizionata nello spazio riservato alle spalle del conducente. Voleva essere però messa con la fronte volta verso il vetro che la separa dall'autista e senza cintura allacciata, mentre il regolamento per il trasporto disabili di Tiemme vieta entrambe le cose.

Il regolamento recita: "Durante il trasporto è obbligatorio che sia il passeggero che la carrozzina siano sempre agganciati con la cintura di sicurezza, bloccata con il proprio freno delle ruote e posizionata negli spazi e nel verso stabiliti dal layout del mezzo".

Invece - continua Marzi - la donna contestava sia il verso del posto, che la cintura allacciata. Un tempo, nelle vecchie corriere, non serviva questa misura di sicurezza, perché le ruote delle carrozzine venivano fissate al pavimento del mezzo. Oggi non è più così. E noi autisti dobbiamo attenerci alle direttive. La signora, dopo aver gridato che si sentiva soffocare e che non avrebbe allacciato la cintura, ha chiamato i carabinieri. Il mezzo ha così accumulato un consistente ritardo nel corso del tragitto. Non solo, anche durante il viaggio di ritorno sono dovuti intervenire i carabinieri.

Successivamente la donna avrebbe presentato la certificazione medica di esonero dall'allacciare le cinture di sicurezza.

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