Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Desecretati i documenti P2 e Gladio. I familiari vittime: "Vogliamo vedere come"

La direttiva di Draghi è analoga a due provvedimenti già adottati da Romano Prodi nel 2008 e da Matteo Renzi nel 2014​

Licio Gelli, gran maestro della loggia massonica P2

È stato nel giorno del 41esimo anniversario della strage alla stazione di Bologna che il presidente del consiglio dei ministri, Mario Draghi, ha firmato una direttiva che dispone la declassifica e il versamento anticipato all'Archivio centrale dello Stato della documentazione conservata presso gli archivi degli organismi d'intelligence e delle amministrazioni dello Stato riguardante l'organizzazione atlantica Gladio e la loggia massonica P2. Un gesto per nulla passato in sordina e dall'alto valore simbolico visto il momento storico in cui arriva. Come noto, in questi ultimi mesi ha preso il via un nuovo processo sulla strage di Bologna che vede imputato, come mandante e finanziatore di quell'attentato, proprio il capo della logga massonica Licio Gelli. La direttiva di Draghi è analoga a due provvedimenti già adottati da Romano Prodi nel 2008 e da Matteo Renzi nel 2014.

"Si tratta di una iniziativa che va ad ampliare quanto già stabilito con una precedente Direttiva del 2014, con riferimento alla documentazione relativa agli eventi stragisti di Piazza Fontana a Milano (1969), di Gioia Tauro (1970), di Peteano (1972), della Questura di Milano (1973), di Piazza della Loggia a Brescia (1974), dell'Italicus (1974), di Ustica (1980), della Stazione di Bologna (1980), del Rapido 904 (1984) conservata negli archivi degli Organismi di intelligence e delle Amministrazioni centrali dello Stato2 - fanno sapere Palazzo Chigi - Con questa nuova Direttiva il Presidente Draghi ha ritenuto doveroso dare ulteriore impulso alle attività di desecretazione. L’iniziativa adottata potrà rivelarsi utile ai fini della ricostruzione di vicende drammatiche che hanno caratterizzato la recente storia del nostro Paese2, conclude la nota".

Una notizia che i parenti delle vittime delle strage di Bologna, tra cui si conta anche l'anghiarese Roberto Procelli, hanno accolto positivamente seppur con qualche perplessità. "In sé è positiva. Ora però vogliamo vedere cosa desecretano e come - ha affermato Paolo Bolognesi, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime del 2 agosto 1980 - dicevano che su Gladio e P2 avevano desecretato tutto. Evidentemente non era così e anche io sapevo bene, dalla mia esperienza, che non era tutto". A questo si aggiunge il fatto che, con la precedente desecretazione, "abbiamo ricevuto lettere e documenti con date, luoghi, nomi e parti intere cancellate dal punto di vista di arrivare ad avere cose segrete integre e intere, la direttiva Renzi non è stato un successo. E' stata molto parziale e non è servita. Ci danno i nomi o faranno come le altre volte? Arriviamo al dunque. Perché se poi lasciano la desecretazione in mano ai soliti elementi imbarcati con la P2 o con i servizi segreti 'strani'... Insomma, se non ci guardano bene, rischia che sia solo un'operazione di facciata".

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