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Cronaca

Depistarono le indagini su Martina Rossi: due 30enni aretini condannati a 260 ore di lavori sociali

Sono due giovani di Castiglion Fibocchi che erano in vacanza assieme a Vanneschi e Albertoni, condannati per la morte della studentessa genovese avvenuta nel 2011. Hanno anche scritto una lettera di scuse ai genitori di Martina

Sono 260 le ore a testa di volontariato che dovranno svolgere F.B. ed E.D.A., i due giovani di Castiglion Fibocchi (oggi trentenni) che sono accusati di avere depistato le indagini sulla morte di Martina Rossi, la studentessa genovese morta a Palma di Maiorca nel 2001 dopo essere precipitata dal balcone di un hotel per sfuggire a un tentativo di stupro. Per quella tragedia sono stati condannati in via definitiva a tre anni Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi. Alla fine delle ore di volontariato il reato si estinguerà: le 260 ore deveno essere eseguite in 130 giorni, dureranno quindi 4 mesi e 10 giorni. Uno le svolgerà a Torino dove ora risuede, l'altro ad Arezzo, alla Croce Rossa.

I due hanno anche scritto una lettera ai genitori di Martina con la quale hanno preso le distanze dai condannati Albertoni e Vanneschi. Hanno parlato del loro rammarico per quanto accaduto e si sono scusati. Hanno anche offerto 1.500 euro a testa da devolvere a un'associazione che si occupa di violenza contro le donne.

Ma come sono coinvolti nella vicenda i due giovani? In quella tragica notte del 3 agosto del 2011, al termine della quale Martina morì precipitando dal balcone dell'hotel Santa Ana, i due amici erano all'interno della camera delle amiche della giovane ligure. La loro testimoninanza fu raccolta il 17 dicembre del 2013 e secondo l'accusa non chiarì quanto avvenuto, anzi, avrebbe in qualche modo rappresentato una diversa realtà. 

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