"Ha risposto con la parola 'amo'' e si è scatenata un'aggressione verbale omofoba", la denuncia di Arcigay

L'associazione per i diritti delle persone Lgbti+ ha raccontato la vicenda, che sarebbe avvenuta a Cortona con un post su Facebook, esprimendo solidarietà al giovane

Un'aggressione verbale di stampo omofobo si sarebbe verificata nei giorni scorsi a Cortona. A denunciare l'episodio, con un post su Facebook, è stato il direttivo di Chimera Arcobaleno che ha riportato quanto raccontato da un giovane che sarebbe stato preso di mira da insulti da parte di un altro giovane.

La vittima, stando alle parole scritte dall'associazione - che ha tra le sue finalità la lotta a omofobia, transfobia, pregiudizi, discriminazioni e violenza in ogni loro forma - sarebbe un 22enne di Sinalunga e l'aggressione sarebbe avvenuta nel centro storico della cittadina della Valdichiana aretina.

"Raccogliamo - si legge nel post - con preoccupazione la segnalazione di Francesco, 22enne di Sinalunga, che sabato sera ha subito una violenta aggressione verbale da parte di un altro ragazzo.
L'episodio è avvenuto nel centro di Cortona: alla richiesta di una sigaretta, Francesco ha risposto "no amò, non fumo".
È l'espressione "amò” ad aver fatto infuriare il ragazzo che ha specificato di non essere gay, che quello è un nomignolo da fr*ci e che non voleva fosse usato con lui. 
Nell'acceso diverbio che è seguito Francesco ha esplicitato il suo orientamento omosessuale e da lì sono partiti insulti ed offese ai suoi danni che lo hanno ferito molto, come da lui denunciato pubblicamente nelle sue stories di Instagram, sottolineando come, se questa aggressione fosse stata subita da una persona più fragile, avrebbe potuto avere ben altre conseguenze a livello personale per la vittima".

Si tratta di una storia che purtroppo non è così infrequente. Lo stesso direttivo infatti spiega che è "una delle tante microaggressioni che ogni persona Lgtbi+ subisce quasi quotidianamente, creando così quella condizione di minority stress, e che dimostra quanto ci sia la necessità di una legge a tutela dell'omo-bi-transfobia".

L'associazione esprime poi solidarietà al giovane e condanna il comportamento "certamente dettato da ignoranza e da quella cultura machista che è ancora molto presente nella nostra società".

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Poi un appello al comune di Cortona: "Chiediamo inoltre nuovamente all’Amministrazione Comunale del Comune di Cortona di riprendere il percorso di adesione alla Rete Ready, la rete anitidiscriminazione delle amministrazioni pubbliche, per dare un segnale forte contro questo genere di episodi".

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