Delitto di via della Robbia, possibile caccia all'assassino anche nella Banca dati nazionale del Dna

I reperti sono stati analizzati nei laboratori della Forensic Genetic Unit dell'ospedale di Careggi, guidata dal dottor Ugo Ricci. Il laboratorio al quale la procura di Arezzo si è affidata è uno dei tre in Italia che può aver accesso e inserire (su richiesta del magistrato) il profilo genetico nel database

Il profilo genetico dell'assassino potrebbe già essere stato isolato. Uno dei passi successivi nella ricerca dell'uomo che ha ucciso Maria Aparecida Venancio De Sousa potrebbe essere quello di comparare i risultati ottenuti ai profili presenti nella banca dati nazionale del dna. Gli inquirenti potranno confrontarlo con migliaia di profili schedati. Anche se l'impresa sarà tutt'altro che semplice. 

In questi giorni, nel più stretto riserbo, vanno avanti le indagini sull'omicidio di via della Robbia.  Le tracce biologice raccolte e repertate dalla Polizia Scientifica potrebbero raccontare molto di quanto avvenuto. I reperti sono stati analizzati nei laboratori della Forensic Genetic Unit dell'ospedale di Careggi, guidata dal dottor Ugo Ricci. L'incarico è stato conferito a inizio settimana dalla pm Chiara Pistolesi, che coordina le indagini sul caso. Il laboratorio al quale la procura di Arezzo si è affidata è uno dei tre in Italia che può aver accesso e inserire (su richiesta del magistrato) il profilo genetico nel database. La scelta quindi è ricaduta sulla struttura fiorentina, all'avanguardia e in grado di ùaccedere alla banca dati direttamente, senza dover svolgere ulteriori controesami.

"Ho sentito gridare 'Aiuto, aiuto': era Maria che veniva uccisa". Ascoltata testimone chiave

Ma di chi sono le migliaia di profili salvati all'interno del database? Di persone che hanno scontato una pena dententiva tra le mura di un carcere e che hanno quindi alle spalle reati gravi. Non è detto quindi che, tra le migliaia di nominativi, possa esserci quello dell'assassino, il quale potrebbe anche essere incensurato. 

I telefoni cellulari della donna sono infatti stati analizzati e tanti dei numeri memorizzati nella rubrica, adesso hanno un nome e un volto. Molte persone sono già state sentite dagli inquirenti, ma al momento non sembra essere emerso nessun profilo sospetto. Tanto è vero che non ci sarebbero ancora nomi scritti sul registro degli indagati. Secondo alcune indiscrezioni, una rosa di "utenze" sarebbe stata selezionata e proprio i proprietari di questi numeri di telefono sono stati sentiti per primi dalla Squadra mobile.  

Le ultime ore di Maria
 

Il delitto

Maria, 60 anni compiuti ad aprile, è stata trovata senza vita lo scorso 26 agosto. Era nella camera dove riceveva i clienti,  legata al collo con un nastro da pacchi, fissato al letto. Una "fettuccia" di plastica alta poco meno di mezzo centimetro. Con violenza brutale, le erano stati inferti alcuni colpi in testa, forse tre, nella zona frontale. L'assassino ha brandito un oggetto contundente che non sarebbe ancora stato individuato. Da allora gli inqurienti stanno lavorando senza sosta per trovare chi ha ucciso Maria. Oltre ai sopralluoghi e agli esami sui reperti, la Polizia Scientifica sta analizzando tutti i contatti dei 4 cellulari della donna. In questi giorni molti numeri sono stati collegati a nomi di clienti poi sentiti direttamente dagli inquirenti. Al momento però nessun nome sembra essere emereso. E nessuno è stato ancora iscritto nel registro degli indagati. 

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