Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca

Delitto del fiume, la Cassazione si pronuncia sul ricorso di Polverini: chiesto sconto di pena

I legali del giovane che uccise Katia Dell'Omarino hanno presentato un ricorso in cassazione per veder riconosciute le attenuanti che nei primi due gradi di giudizio non erano state considerate

Uno sconto di pena per Piter Polverini. E' questo l'obiettivo del ricorso presentato dai legali del giovane che ha ucciso nel luglio del 2016 Katia Dell'Omarino. 

La vicenda giudiziaria, secondo quanto sostenuto dalla difesa del 27enne, avrebbe portato alla luce un disturbo psichico di Polverini. Una problematica rimasta latente fino a quel momento. L'omicidio fu poi dettato, hanno sostenuto i legali Mario Cherubini e Piero Melani Graverini,  dall'impeto del momento. L'attenuante legata alle condizioni psichiche del giovane però sia in primo sia in secondo grado non sarebbe stata riconosciuta, mentre è stata sostenuta come aggravante la minorata difesa della 39enne, che vorrebbero veder decadere. 

La vicenda 

L'omicidio avvenne nella notte tra l'11 e il 12 luglio del 2016, nei pressi del torrente Afra a Sansepolcro. Polverini e Katia Dell'Omarino si appartarono. Poi scoppiò una lite, la donne avanzò una richiesta di denaro (dieci euro) che al giovane - che non aveva altri soldi con sé - parve eccessiva. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la rabbia di Polverini esplose quando capì che la donna avrebbe potuto raccontare in giro del loro incontro intimo. La violentissima aggressione, con un martello che era sull'auto, si consumò sul greto del fiume. E proprio lì il corpo di Katia fu abbandonato.

Il processo

Polverini fu arrestato nel settembre 2016. I Carabinieri risalirono a lui dopo una lunga estate di scrupolose indagini. E alla vista delle divise, il giovane confessò tutto e fece ritrovare l'arma del delitto. 

Processato, in primo grado fu condannato a 16 anni di reclusione, che sono poi scesi a 14 in Appello. Adesso questo nuovo ricorso. La cassazione potrebbe rigettarlo, oppure accoglierlo o ancora rimandarlo ad una sezione diversa di Corte d'Appello. Le aspettative in realtà non sono particolarmente elevate: la condanna pronunciata in secondo grado ha già visto una riduzione di pena. 

Nell'attesa, Polverini resta nel carcere di Orvieto, dove è stato trasferito da tempo.  

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