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Uccisa e gettata nel greto del fiume. Polverini pronto a chiedere lo sconto di pena in Cassazione

Ancora non è stata stabilita una data per l'appello in Cassazione

Alla Corte di Cassazione richiederà un ulteriore sconto di pena.
E' Piter Polverini, il 27enne aretino responsabile della morte di Katia Dell'Omarino, a presentare la proposta che gli consentirebbe di rimanere meno tempo in carcere.
Attualmente condannato a scontare 14 anni di reclusione, Polverini si trova nella casa circondariale di Orvieto.

L'uccisione avvenne nella notte tra l'11 e il 12 luglio del 2016 lungo il torrente Afra a Sansepolcro. Qui i due si erano appartati. La furia omicida di Polverini, secondo quanto sostenuto dall'accusa, scattò in seguito ad una richiesta di denaro (dieci euro) da parte della Dell'Omarino. Una pretesa troppo grande secondo il 27enne che, preoccupato dal fatto che la donna potesse raccontare in giro del loro incontro intimo, venne travolto da un impeto che lo portò a finirla e poi abbandonarla sul greto del rio.

La vicenda, così come evidenziato durante il processo, avrebbe portato alla luce il disturbo psichico di Polverini fino ad allora rimasto latente e l'omicidio fu dettato dall'impeto del momento. Secondo gli avvocati Cherubini e Melani Graverini la Cassazione dovrà pronunciarsi proprio su questo aspetto rivedendo alcuni passaggi che hanno portato a sostenere come aggravante la minorata difesa della Dell'Omarino.

Ancora non è stata stabilita una data per l'appello in Cassazione.

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