Delitto di Lucignano, Giacomo incontra lo psicologo: "Rifiuta i contatti esterni, dobbiamo valutare le sue condizioni di salute"

Non vuole vedere nessuno. Né gli amici, né la madre. Chiuso nella sua cella del carcere di Arezzo Giacomo Ciriello, il 18enne che lo scorso 27 febbraio ha ucciso il padre con due colpi di fucile, ha incontrato questa mattina uno psicologo. Una...

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Non vuole vedere nessuno. Né gli amici, né la madre. Chiuso nella sua cella del carcere di Arezzo Giacomo Ciriello, il 18enne che lo scorso 27 febbraio ha ucciso il padre con due colpi di fucile, ha incontrato questa mattina uno psicologo. Una visita importante che ha l'obiettivo di valutare le condizioni di salute del giovane. "Vorremmo capire - spiega il legale Stefano Del Corto, l'unico che in questo periodo ha incontrato il ragazzo - se è presente qualche patologia che attiene alla sfera della psiche oppure no. Non si tratta di elaborare una perizia da presentare in procura, ma semplicemente di comprendere le effettive condizioni di Giacomo".

Il giovane, nella sua solitudine, sta elaborando l'intera vicenda. Un percorso difficile e probabilmente lungo. Non è escluso, spiega il legale, che siano necessari più incontri con lo specialista per definire la situazione. "Non vuole incontrare nessuno - spiega l'avvocato - e in questa fase non abbiamo intenzione di forzare la mano. La madre ha chiesto più volte di poterlo abbracciare, ma lui ha preferito non vederla. E' un momento delicatissimo e il percorso iniziato con la psicologa è molto importante".

Intanto trascorre il tempo leggendo i libri che aveva acquistato con il "bonus" per i 18enni da spendere in cultura. Testi di filosofia e di scienze matematiche: argomenti che ama particolarmente e che denotano la propensione agli studi scientifici che Giacomo avrebbe voluto intraprendere.

Appaiono ancora acerbi i tempi per elaborare una strategia difensiva. Se sulla richiesta di rito abbreviato possono esserci concrete possibilità, non è ancora stata presa alcuna decisione sulla possibilità condizionare il rito ad una perizia psichiatrica.

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Il capo di imputazione, secondo la pm Laura Taddei che coordina le indagini, è pesantissimo: omicidio volontario aggravato dal rapporto di ascendenza della vittima (parricidio).

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