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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca

Macrì non è più presidente di Estra in seguito alla delibera Anac: non poteva essere nominato

La prime notizie arrivano da una lettura della delibera dell'Anac. Nel momento in cui venne indicato come presidente della multiutility dell'energia era stato eletto in consiglio comunale

Con la delibera del 10 novembre scorso, l'Anac, organismo nazionale anti corruzione, si è espresso sulla posizione di Francesco Macrì alla presidenza di Estra. Dopo un'analisi di circa 8 pagine la conclusione è una sola: non poteva essere nominato presidente di Estra. Le motivazioni stanno nel fatto che la multiutility è un ente di diritto privato in controllo pubblico e la sua presidenza prevedeva deleghe gestionali. Prima della sua nomina, Macrì era stato eletto consigliere comunale di maggioranza nelle fila di Fratelli d'Italia - Alleanza per Arezzo. La legge prevedeva che nei comuni con più di 15mila abitanti per passare da consigliere a presidente di una società con le caratteristiche di Estra sarebbero dovuti passare due anni, cioé il cosiddetto periodo di raffreddamento. Così non fu. 

La notizia piomba in città mentre si sta svolgendo il consiglio comunale e soprattutto a pochi giorni dalla prossima udienza del processo Coingas, dove Francesco Macrì è imputato. E questa decisione di Anac potrebbe avere un significato molto importante anche per il processo stesso, una parte dell'inchiesta dal quale è scaturito ha al centro proprio la nomina di Macrì a presidente di Estra.

Nel frattempo tutti i sindaci del comuni soci di Coingas, l'azienda aretina che partecipa alla quota sociale di Estra, hanno ricevuto dal presidente stesso di Coingas Franco Scortecci l'informativa su quanto stesse accadendo. I sindaci hanno così preso conoscenza della delibera dell'Anac anche se nessuno al momento si è espresso visto che dovranno essere sviscerate le conseguenze che questa potrebbe avere fin da subito.

Un primo fatto è già avvenuto: Francesco Macrì non è più presidente di Estra. Ha preso atto del fatto che è decaduto a seguito del provvedimento amministrativo. Questa tecnicamente la dinamica che è avvenuta. Nessun atto di dimissioni ufficiali è stato necessario. Con il suo avvocato difensore Gaetano Viciconte, che lo segue per lo stesso processo, è stato deciso di preparare subito il ricorso al Tar. "C'è da capire l'evoluzione di questa delibera che è un provvedimento amministrativo importante ma che prevede la possibilità di impugnazione sia davanti al Tar che al Consiglio di Stato - ha dichiarato in merito l'avvocato Viciconte - noi chiederemo la sospensiva."

E il processo? Che significato potrà avere? "Sono due cose diverse che non hanno interferenze dirette, ma corrono parallelamente".

Dichiarazione del gruppo consiliare Pd

"L'Anac, l'Autorità nazionale anticorruzione, ha confermato quanto sostenevamo da tempo ed ha giudicato inconferibile l'incarico di Presidente di Estra a  Francesco Macrì. Essendo allora consigliere comunale di Arezzo, non avrebbe potuto assumere questa carica se non dopo due anni dalle dimissioni da consigliere. Non l'ha fatto ed è invece passato immediatamente da un ruolo all'altro. Della vicenda si è occupata la Procura di Arezzo e adesso è argomento del Tribunale di Arezzo dove si sta svolgendo il processo.

Lasciando alla magistratura il compito di una valutazione sotto il profilo penale, non possiamo che evidenziare la necessità, logica e politica, delle dimissioni di Francesco Macrì da Presidente di Estra. Questa situazione di incertezza che si sviluppa tra Tribunale di Arezzo e Anac di Roma, rischia di produrre danni evidenti ad Estra di cui Coingas è socia. E attraverso Coingas, il Comune di Arezzo. Senza dimenticare che esiste una questione morale e di trasparenza che, a nostro parere, viene addirittura prima delle altre."

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