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Domenica, 21 Aprile 2024
Cronaca Giotto / Via XXV Aprile

"Muri come bagni, spaccio, urla fino a tardi. Qui in via XXV aprile non ne possiamo più"

Gruppi di giovani utilizzano l'androne dei palazzi come ritrovo. Tra loro anche "il re di Sant'Agostino", arrestato per droga a novembre. I residenti esasperati: "Attendiamo il via libera del Comune per chiudere il porticato. A nostre spese"

"La situazione è fuori controllo. Siamo arrivati all'esasperazione ormai. È tempo che vengano presi provvedimenti".

Parla con voce dimessa uno dei residenti in via XXV Aprile, ad Arezzo, dove da anni il porticato di alcuni palazzi è diventato luogo di ritrovo di folti gruppi di giovani. Il cliché è simile a quello di altri angoli di città: urla, schiamazzi fino a tarda sera, degrado, pareti imbrattate, rifiuti abbandonati ovunque, muri utilizzati come fossero bagni pubblici. Il controsoffitto, racconta chi abita qui, è stato danneggiato più volte, preso a pallonate come i portoni d'ingresso del condominio, spesso inondati di sputi.

"Molti di questi ragazzi sono minorenni. Passano ore qua sotto: bevono, fumano, lasciano bottiglie vuote e sporcizia prima di andarsene. Il giorno dopo ritornano e ricominciano. Ci siamo presi la briga di reimbiancare le pareti a spese nostre ma è stato inutile, in poche ore erano piene di scritte un'altra volta. Abbiamo timore di entrare o uscire di casa dopo una certa ora, a volte siamo dovuti passare dal tunnel dei garage per evitarli. Non di rado sono volate parole pesanti da parte di questi soggetti, hanno atteggiamenti aggressivi, si vede che non sono lucidi".

Il problema però non è solo il vandalismo. C'è anche lo spaccio, come racconta l'amministratore di condominio dello studio Felicini.

"Siamo di fronte a una banda che sa come muoversi. Nascondono le dosi nelle fioriere, poi si allontanano. Pochi minuti dopo passano i clienti, ritirano la droga e vanno via. Non c'è consegna fisica ma il sistema è collaudato. Ovviamente, abbiamo più volte allertato le forze dell'ordine e per un certo periodo di tempo una pattuglia ha presidiato costantemente la zona. Ma il problema purtroppo non è stato risolto alla radice".

Alcuni di questi giovani hanno girato video di musica trap, pubblicati sui social. Più volte hanno utilizzato come location proprio il porticato di via XXV aprile, avvolto nel fumo delle torce ("quando hanno la telecamera in azione, l'ingresso di casa è off limits, non fanno transitare nessuno"), oppure il parcheggio Mecenate e i distributori di carburante dei dintorni. Frammenti di un filmato li immortalano all'interno dello stadio, nel settore di tribuna. Tra i ragazzi che cantano e ballano sui testi duri della trap, alcuni con il volto travisato, anche il re di Sant'Agostino (come si era definito lui stesso), arrestato a novembre per droga. In un primo momento ne era stato disposto il rimpatrio in Tunisia, poi il giudice di pace lo ha lasciato ad Arezzo dove vive la famiglia. In un video compare la sigla 1312, trascrizione in numeri dell'acronimo ACAB ("All Cops Are Bastards - Tutti i poliziotti sono bastardi").

"Stiamo attendendo da un anno il via libera del Comune per poter chiudere, a nostre spese, una larga porzione del porticato tramite una cancellata - spiega un residente. Resterebbe libero soltanto il corridoio centrale di passaggio, sperando che possa servire a qualcosa. Per noi si tratta di un sacrificio economico, perché a quel punto il costo dell'illuminazione del loggiato diventerebbe a carico nostro. Ma così non possiamo più andare avanti".

Mura imbrattate e degrado in via XXV aprile

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