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Il sostituto procuratore Roberto Rossi che ha ereditato l'inchiesta da Andrea Claudiani recentemente spostato alla Procura di Perugia

Il sostituto procuratore Roberto Rossi che ha ereditato l'inchiesta da Andrea Claudiani recentemente spostato alla Procura di Perugia

"Sponsorizzazioni per il 10% del valore di Estra e consulenze anomale". Ecco perché le indagini su Macrì

Dal decreto firmato dal procuratore Roberto Rossi si evincono le motivazioni che hanno portato a indagare sul presidente Macrì per peculato e abuso d'ufficio

Peculato e abuso d'ufficio nell'ipotesi della Procura di Arezzo commessi tra il 2017 e il 2019. Questo è l'arco temporale su cui si concentrano le indagini nei confronti del presidente di Estra Francesco Macrì, fresco di riconferma al vertice della multiutility dell'energia. Lo si evince dal decreto di perquisizione che il sostituto procuratore Roberto Rossi ha firmato il 15 luglio scorso proprio poche ore prima che la Guardia di Finanza operasse la perquisizione nella sede di Estra.

L'azione è stata decisa dagli inquirenti in base ad alcune informative della Digos che mettono in evidenza almeno due aspetti. Il prezzo di acquisto delle quote di Ecolat (giudicato troppo alto) e i rapporti di consulenza esterni a Estra.

Nel primo caso la procura cita il valore del patrimonio netto e delle attività di Ecolat al 31 dicembre 2018, pari a euro 3.933.594 e quindi nettamente inferiore al prezzo pagato da Estra per rilevare questa società che a sua volta era parte del gruppo Sei Toscana (gestore del sistema integrato di rifiuti) che è stato di 6.380.000.

Nel secondo caso il decreto cita consulenze legali e commerciali che nel 2019 il presidente di Estra ha commissionato per un valore di 2.229.086 euro e sponsorizzazioni concesse per 1.063.795, spese ritenute anomale perché rappresenterebbero il 10% dell'intero fatturato annuo di Estra. 

C'è poi la questione dell'uso di carte di credito aziendali in dotazione al presidente Macrì per fini personali in base ad una ipotesi della procura che poggia su un appunto riservato che la Digos ha rinvenuto e sequestrato tra le carte dell'ex presidente di Coingas Sergio Staderini. Già perché sempre lì si torna, al computer di Staderini, ai file audio contenuti, alle carte che gli sono state sequestrate e che hanno rappresentato una linfa vitale per il prosieguo dell'indagine che in principio era partita nel luglio 2019 con gli avvisi di garanzia nei confronti dei vertici di Coingas (socio aretino di Estra) e che ha toccato subito dopo anche il sindaco Ghinelli (ipotesi di reato di abuso d'ufficio e di favoreggiamento) e altri personaggi di primo piano della scena politica aretina.

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