"Dammi 200 euro o mando a tua figlia un tuo video hard". Scappatelle virtuali e ricatti, è boom

Una scappatella "virtuale" può costare davvero cara, per la reputazione e per il portafoglio. Il "sex torsion" dilaga in provincia di Arezzo. Decine e decine di casi al mese: c'è stato un salto di qualità del fenomeno  rispetto allo scorso anno...

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Una scappatella "virtuale" può costare davvero cara, per la reputazione e per il portafoglio. Il "sex torsion" dilaga in provincia di Arezzo. Decine e decine di casi al mese: c'è stato un salto di qualità del fenomeno rispetto allo scorso anno, con un centinaio di episodi tra febbraio e marzo. Una ventina di giorni fa l'ultimo caso di un aretino che ha sborsato 200 euro per far sì che un suo video compromettente non fosse inviato alla figlia. Ma c'è stato anche chi ne ha scuciti 12mila.

Il meccanismo

Il funzionamento del Sex torsion - con le vittime adescate in Rete e poi ricattate - era stato spiegato dettagliatamente in un articolo ad inizio anno.

Gli “abbordaggi” avvengono sempre più frequentemente attraverso facebook, le vittime designate sono uomini di tutte le età. Dai giovanissimi, a quelli attempati. La predatrici entrano in azione inviando un messaggio privato e una richiesta d’amicizia. Dopo il primo contatto, invogliano l’utente ad approfondire la conoscenza. A questo punto, molti tra gli “agganciati” fiutano il rischio truffa. Ma se l’amicizia passa di livello, il rischio aumenta: di solito, la ragazza imbastisce un incontro tramite webcam, durante il quale lei si spoglia e chiede al dirimpettaio virtuale di fare altrettanto. E poi, magari, di spingersi oltre. Scatta così la trappola: la ragazza registra quanto sta avvenendo e, al termine dell’incontro, dispone di un filmato compromettente della vittima. Nella registrazione l’uomo compare nudo, magari in atteggiamenti sessuali espliciti. Se non dovesse inviare denaro alla donna, questa la minaccia, il video sarà diffuso su facebook, inviato a tutti i suoi contatti.

L'ultimo ricatto da 200 euro

La più attiva tra le spogliarelliste pare essere una 23enne franco-tunisina che si muove - secondo gli inquirenti della polizia postale di Arezzo - tra Spagna, Francia e Nord Africa. E' stata quest'ultima a incastrare un 45enne di Arezzo, l'ultimo a pagare in ordine di tempo. Il caso risale a tre settimane fa, l'uomo, un libero professionista, ha ceduto al ricatto pagando 200 euro affinché il suo video compromettente non fosse inviata alla figlia tramite messaggio privato. Ma dopo il pagamento, un una carta prepagata che risulta in Costa d'Avorio, la 23enne ha avanzato nuove richieste economiche. E' così l'uomo si è rivolto alla Polposta. L'utente predatrice è stata bloccata (e neutralizzata) ed è partita la denuncia. Praticamente impossibile, però, risalire al titolare della carta su cui è stato effettuato il versamento.

Impossibile riavere i soldi

Molti, fortunatamente, se la cavano senza pagare e denunciano l'episodio. Chi ci è cascata ha effettuato ricariche di card, bonifici bancari, trasferimenti MoneyGram. In ogni caso, passaggi di denaro all’estero su cui risulta difficile, se non impossibile, fare verifiche dall’Italia.

@MattiaCialini

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