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Cronaca Castiglion Fibocchi

E' crollato il fienile di "Buongiorno, principessa!" del film La vita è bella

La struttura si trova a Castiglion Fibocchi. La scoperta di Adriana, nata nel vicino casolare: "Avevo assistito alle riprese, stamattina mi sono messa a piangere". La Fraternita dei Laici, proprietaria dell'immobile, assicura: "Presto i lavori, lo ricostruiremo"

E' crollato l'annesso agricolo di Castiglion Fibocchi che fungeva da fienile nel film premio Oscar "La vita è bella" di Roberto Benigni. Si tratta della struttura dal cui balcone il personaggio di Dora (interpretato da Nicoletta Braschi) cade, atterrando tra le braccia di Guido (Roberto Benigni). E poi quest'ultimo esclama la celebre battuta: "Buongiorno, principessa!". Le ultime settimane di maltempo non hanno dato tregua a una struttura che - al pari del vicino casolare - da tempo necessitava di cure e che invece, per una sfortunata congiuntura di eventi, non è stata sistemata. Ma - promette la Fraternita dei Laici, proprietaria dell'immobile - "i lavori di ristrutturazione partiranno quanto prima".

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La scoperta del crollo

E' stata Adriana Boschi, residente di Castiglion Fibocchi,  a notare come quella struttura, da tempo malmessa, avesse ceduto. Probabilmente a seguito delle infiltrazioni di acqua e ghiaccio. "L'ho vista stamattina in queste condizioni, ma non so quando il crollo sia accaduto di preciso, certamente negli ultimi giorni. Io sono nata qui, nel casolare accanto. Ho abitato questi posti. Quando ci sono stati i giorni delle riprese per la scena di 'Buongiorno, principessa!', 24 anni fa, ho avuto il privilegio di poter assistere. Vedendo l'annesso crollato, oggi, mi sono messa a piangere".

Il crollo del fienile della Vita è bella

I travagliati lavori di sistemazione

Da tempo, sia il casolare - una leopoldina con oltre 200 anni di storia - che l'annesso meritavano di essere ristrutturati. La proprietà è passata dalle mani di un privato alla Fraternita dei Laici di Arezzo, che in zona ha vigneti e uliveti. E che presto, come spiega il primo magistratro Pier Luigi Rossi, vorrebbe restituire nuova vita ai due immobili. "Purtroppo - dice - gli interventi necessari per sistemare le strutture sono costosi, ammontando complessivamente a due milioni di euro. Ma intanto erano già previsti i primi lavori di sistemazione. Avevamo fatto un bando nel 2019, vinto da una ditta di Napoli. Il cantiere sarebbe dovuto partire lo scorso maggio, ma l'emergenza Covid, unita ad alcune problematiche che sono sorte con la ditta stessa, non hanno permesso di avviare alcun lavoro. E così a novembre, facendo intervenire il nostro legale, abbiamo rescisso il contratto con l'azienda campana e ci siamo adoperati per aprire un nuovo bando. Ci sono ancora pochi giorni per presentare la propria candidatura e colgo l'occasione per lanciare un appello alla partecipazione alle imprese edili del territorio".

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