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Cronaca

Crollo del Ponte Morandi, chiesto il rinvio a giudizio per 59 imputati

Sono accusati a vario titolo di omicidio colposo plurimo, omicidio stradale, disastro colposo, attentato alla sicurezza dei trasporti, crollo doloso. Nel crollo morirono due giovani aretini: Stella Boccia e Carlos Jesus Eraso Trujillo

Una raffica di richieste di rinvio a giudizio: 59 per la precisione. Ovvero, per tutti gli imputati nel processo per il crollo del ponte Morandi, tragedia nella quale persero la vita due giovani aretini: Stella Boccia e Carlos Jesus Eraso Trujillo.

I pubblici ministeri Massimo Terrile e Walter Cotugno hanno ultimato quest'oggi la lunga ricostruzione dei fatti e delle responsabilità che hanno portato al crollo del viadotto che, il 14 agosto del 2018, causò la morte di 43 persone.

Al termine di una lunga e minuziosa requisitoria l'accusa ha chiesto il rinvio a giudizio anche delledue società Aspi e Spea, compreso l'ex amministratore delegato di Autostrade Giovanni Castellucci. Le accuse sono, a vario titolo, di omicidio colposo plurimo, omicidio stradale, disastro colposo, attentato alla sicurezza dei trasporti, crollo doloso, rimozione dolosa di dispositivi di sicurezza, falso, omissione d'atti d'ufficio.

Secondo i pm - come ricostruisce Genova Today - il viadotto sul Polcevera sarebbe crollato a causa di un avanzato stato di usura delle strutture portanti, provocato dalla mancanza di adeguati interventi di manutenzione. L'accusa, nelle diverse udienze, ha chiarito che i vertici di Spea, società incaricata della manutenzione, di Autostrade per l'Italia e lo stesso amministratore delegato Castellucci fossero pienamente consapevoli dello stato di ammaloramento del ponte.

Nonostante il crescente degrado dell'opera non sono mai stati pianificati adeguati interventi di manutenzione per evitare di far aumentare i costi di gestione della rete autostradale. I pubblici ministeri sostengono che Giovanni Castellucci sarebbe stato il principale artefice di una gestione di Aspi improntata al massimo risparmio per non intaccare utili e dividendi dei soci.

La Procura ha individuato responsabilità anche per i dirigenti di Spea e Aspi che avrebbero falsificato documenti e perizie per nascondere lo stato di degrado del Morandi e quindi evitare costosi interventi strutturali. Ci sono anche gli organismi addetti alle ispezioni tra i responsabili del crollo, colpevoli di non aver mai svolto effettivi controlli sul viadotto.

I pm hanno anche chiesto il dissequestro dei reperti, così da permettere al Comune di Genova di ultimare i lavori per il Parco della Memoria, progettato dall'architetto Stefano Boeri per ricordare le vittime della tragedia.

Nella prossima udienza preliminare prenderanno la parola gli avvocati delle parti civili, terminati i loro interventi sarà il momento dei legali dei responsabili civili e, in ultimo, potranno esporre le loro difese gli avvocati dei 58 imputati nel processo.

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