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Giovedì, 7 Luglio 2022
Cronaca Monte San Savino / Alberoro

Campane a festa, lacrime e gioia: l'abbraccio tra Cristina e la sua piccola Caterina

Per la prima volta dopo due anni la giovane mamma, che fu colta da un arresto cardiaco al settimo mese di gravidanza, ha abbracciato la sua piccola. Il marito: "Un nuovo percorso: partiamo con le visite una volta a settimana"

E' stata una giornata speciale, carica di gioia e di lacrime. Piena di amore. Quello di una mamma che per la prima volta ha abbracciato la sua bambina di quasi due anni. Quello di un babbo che, anche se per poche ore, ha stretto a sé la sua famiglia, finalmente riunita. Cristina Rosi oggi è tornata a casa: poche ore che hanno sancito l'inizio del nuovo percorso di questa mamma che due anni fa, alla 30esima settimana di gravidanza, ebbe un prolungato arresto cardiaco che causò conseguenze gravissime a lei e alla sua piccola. 

Oggi ad Alberoro le campane hanno suonato a festa per accoglierla. Ad abbracciarla c'erano il marito Gabriele Succi, i parenti e gli amici più stretti. E soprattutto c'era Caternia: la sua bambina che ancora non aveva mai avuto modo di coccolare. 

"Oggi è stata una bella giornata - racconta Gabriele, al termine di alcune ore di grande emozione - tutto è andato bene. Cristina era tranquilla, l'ho vista molto presente e sorridente. Il dramma che stiamo vivendo non è riuscito a scalfire il suo sorriso". 

Adesso per la famiglia inizia un percorso nuovo. La giovane mamma è ricoverata ad Agazzi dove sta seguendo le fisioterapie che le sono necessarie. 

"Da oggi, ogni settimana tornerà a casa qualche ora - spiega il marito - poi, se tutto andrà bene, sarà aumentata la frequenza delle visite. Vederla oggi così è un miracolo, purtroppo però ha problematiche importanti e ha bisogno di attenzioni e cure". 

Dopo l'arresto cardiaco e il parto d'urgenza le condizioni di Cristina erano apparse irreversibili. Sono stati l'amore e la caparbietà del marito a smuovere gli animi dei medici e  i cuori degli aretini: con una raccolta fondi infatti è riuscito a portare la moglie in una struttura austriaca - un'eccellenza europea della riabilitazione neurologica - che ha ridato loro speranza.  

La strada però è ancora lunga, una sfida continua per Cristina, Caterina e Gabriele. 

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