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Cristina operata d'urgenza, rinviato il viaggio per le cure in Austria. Il messaggio del marito per i donatori

Un problema imprevisto, proprio a tre giorni dalla tanto agognata partenza, ha bruscamente interrotto, ma si spera solo rinviato di qualche giorno, il viaggio per le cure riabilitative per Cristina Rosi

Rappresentava e rappresenta tuttora il viaggio della speranza, ma per il momento la felicità per la partenza è stata bruscamente interrotta. Cristina Rosi, la mamma di 37 anni Monte San Savino che da oltre 5 mesi vive in stato vegetativo in un centro di riabilitazione è stata operata nei giorni scorsi d'urgenza e adesso si trova ricoverata nella terapia intensiva dell'ospedale di Pontedera. 

"Era tutto pronto per portarla via, ma dalla struttura mi hanno chiamato per dirmi che Cristina stava male. Aveva una peritonite acuta dovuta ad una infezione, è arrivata in gravi condizioni, mi hanno detto che avrebbe potuto non superare l'operazione."

Ad annunciarlo è stato il marito Gabriele Succi in un video con il quale ha voluto informare tutti del rinvio del viaggio nella clinica specializzata di Innsbruck individuata per iniziare una riabilitazione della moglie Cristina. Gabriele si è sentito in dovere di dirlo pubblicamente dopo che centinaia di persone, a partire dal giorno di Santo Stefano, hanno contribuito con tantissime donazioni alla raccolta fondi lanciata per sostenere le cure in Austria.

Una partecipazione che è andata oltre ogni più rosea aspettativa, portando la cifra raccolta sopra le 200mila euro. "La condizione di Cristina è grave, ma lei è forte" ha detto con forte commozione Gabriele nel video.

"L'operazione per fortuna è andata bene e ora si trova in rianimazione, sta lottando per stare meglio. Bisogna aspettare almeno tre o quattro giorni per vedere come vanno le cose. Per mercoledì 3 febbraio è saltato tutto. Eravamo così contenti di portarla lì."

La speranza è che la 37enne ritrovi un equilibrio fisico che le possa permettere di affrontare il viaggio verso l'Austria e iniziare davvero quel percorso che potrebbe darle qualche speranza di miglioramento. Magari così potrà almeno abbracciare la sua piccola Caterina, nata prematuramente alla 30esima settimana, con il cesareo d'urgenza che è stato necessario quando la mamma è stata colta da un arresto cardiaco prolungato che ha provocato conseguenze gravi per entrambe.

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