Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Crac del Guppo Mancini, rinvio a giudizio per il patron. L'accusa: "Sottratti milioni di euro"

A processo per bancarotta fraudolenta. Questa la decisione del Gup Piergiorgio Ponticelli. A sedere sul banco degli imputati sarà Piero Mancini, ex patron dell'Arezzo, insieme alla figlia Jessica, al nipote Giovanni Cappietti (commercialista), e...

MANCINI

A processo per bancarotta fraudolenta. Questa la decisione del Gup Piergiorgio Ponticelli. A sedere sul banco degli imputati sarà Piero Mancini, ex patron dell'Arezzo, insieme alla figlia Jessica, al nipote Giovanni Cappietti (commercialista), e ai due amministratori di società del gruppo Grotti e Sorvillo.

Nove i capi di imputazione per operazioni infragruppo molto simili fra loro. In pratica i quattro imputati sono accusati di aver veicolato soldi dello stesso gruppo da una società all'altra, fino a svuotare le casse e causare una bancarotta per distrazione. Le società coinvolte sono Mancini Group, Mancini Re, Ciet Impianti e Coeti. Secondo l'accusa nell'arco di un decennio sono stati movimentati alcune decine di milioni di euro. Il processo prenderà il via il prossimo dicembre di fronte al collegio. L'ACCUSA

Il meccanismo ipotizzato dall'accusa - sostenuta oggi in aula dal pm Andrea Claudiani - ricorda quello delle scatole cinesi e viene ricondotto al reato di bancarotta infragruppo. I soldi di una società venivano prelevati per chiudere i buchi di un'altra società e così via.

LA DIFESA

La strategia difensiva - Mancini è assistito dal legale Luca Fanfani - punterà invece a chiarire e giustificare gli spostamenti di denaro.

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