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Sabato, 15 Giugno 2024
Cronaca

Crac Banca Etruria, un altro clamoroso rinvio in Appello. "Oltre un anno di attesa: è l'ennesima umiliazione"

La rabbia dei risparmiatori: uno dei capi di imputazione, la bancarotta semplice, sta andando in prescrizione. Di fronte al giudice finiranno 8 imputati

"Siamo sconcertati, questa è una giustizia negata". Non usano mezzi termini, né frasi di circostanza i risparmiatori azzerati di Banca Etruria per esprimere tutta la loro delusione e incredulità di fronte a un nuovo, clamoroso, rinvio del procedimento per il crac dell'istituto di credito aretino. L'udienza in programma oggi di fronte alla Corte d'appello fiorentina si è conclusa con un nulla di fatto. Se ne riparlerà tra oltre un anno: il 24 ottobre del  2024. Nel frattempo uno dei capi di imputazione, la bancarotta semplice, sta andando in prescrizione (riguarda 13 imputati). Mentre l'altro reato contestato, la bancarotta fraudolenta, potrebbe rischiare la medesima sorte se i tempi si allungassero ulteriormente. 

Ma cosa è accaduto in aula? Nell'udienza in cui era attesa una calendarizzazione, come da qualche giorno si paventava, il giudice Silvia Martuscelli ha annunciato il suo imminente trasferimento. Pertanto il procedimento è stato spostato all'anno prossimo e nel frattempo verrà affidato a un nuovo collegio giudicante. 

"È una ferita nella ferita - commentano i risparmiatori che si sono costituiti parte civile e che sono rappresentati dall'avvocato Lorenza Calvanese - e valuteremo i mezzi per sollecitare un eventuale ripensamento su questa decisione. Perché per noi questa è una ulteriore umiliazione e ci sentiamo respinti dal sistema. Siamo trattati come numeri, nessuno ricorda come la vicenda di Banca Etruria abbia sconvolto le nostre vite".

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Tra questi risparmiatori c'è Angelo Caramazza, foianese che ha seguito tutte le udienze del processo di primo grado dall'aula del tribunale di Arezzo. La sua è solo una delle oltre 2000 storie delle vittime del Salvabanche che si sono costituite parte civile. Molti hanno visto le loro vite stravolte prendere una piega drammatica, come è accaduto a Luigino D'Angelo, il risparmiatore di Civitavecchia che si tolse la vita il 28 novembre 2015 dopo aver affidato 110 mila euro in obbligazioni alla filiale locale della Bpel. La moglie, Lidia Di Marcantonio, continua a chiedere giustizia. 

Angelo e Mauro, i risparmiatori sempre in aula

"Resta poi il dilemma - sostengono i risparmiatori - del perché per alcuni procedimento, come quello per la morte di Martina Rossi, la Corte d'appello visti i tempi stringenti sia riuscita giustamente ad assegnare il caso a un collegio in modo molto celere, e del perché invece nel nostro caso ci troviamo di fronte a un rinvio annuale"

La sentenza di primo grado risale all'1 ottobre 2021 e ha visto un solo condannato (Alberto Rigotti, pena di 6 anni e ricorso in appello all'attivo) mentre tutti gli altri 20 imputati erano stati assolti. 

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