Cronaca

Crac Banca Etruria, la parola al pool di magistrati: oggi le richieste di condanna

Si avvia alle fasi finali uno dei procedimenti più complessi che negli ultimi anni sono stati affrontati dal tribunale di Arezzo. Nella fase di udienza preliminare sono stati già condannati con rito abbreviato l'ex presidente di Banca Etruria Giuseppe Fornasari, l'ex direttore generale Luca Bronchi, l'ex vice presidente Alfredo Berni

E' uno dei giorni clou per il processo per il crac di Banca Etruria. Questa mattina nell'aula Miraglia nuova udienza del procedimento che vede 24 imputati  tra ex componenti dei cda e dirigenti della banca. Su di loro pendono a vario titololo le accuse di bancarotta fraudolenta bancarotta semplice.

Oggi è prevista la requisitoria delle pm Julia Maggiore e Angela Masiello, magistrati pool che ha seguito la maxi inchiesta coordinata dal procuratore Roberto Rossi. Al termine saranno avanzate le eventuali richieste di condanna. Un'udienza intensa, nella quale le pm ricostruiranno le varie tappe che hanno portato al crack: dallo yacht di lusso che non ha mai visto il mare, alla pratica Isoldi, fino al maxi affido per Villa San Carlo Borromeo, o a  quelle che il grande accusatore, ovvero il liquidatore Giuseppe Santoni, aveva definito "concessioni a società non ancora costituite". Operazioni rischiose e costose: almeno 200 milioni di euro, secondo la procura, che avrebbero prosciugato le casse dell'istituto di credito aretino. 

Si avvia dunque alle fasi finali (la sentenza è prevista per settembre) uno dei procedimenti più complessi che negli ultimi anni sono stati affrontati dal tribunale di Arezzo. Durante l'udienza preliminare sono stati già condannati con rito abbreviato l'ex presidente di Banca Etruria Giuseppe Fornasari e l'ex direttore generale Luca Bronchi, per bancarotta fraudolenta, a 5 anni di reclusione, l'ex vice presidente Alfredo Berni a due anni per bancarotta fraudolenta e l'ex membro del cda Rossano Soldini a un anno per bancarotta semplice.

Adesso i magistrati avanzeranno le loro richieste nei confronti di: Franco Arrigucci, Mario Badiali, Federico Baiocchi De Silvestri, Maurizio Bartolomei Corsi, Alberto Bonaiti, Luigi Bonollo, Ugo Borgheresi, Piero Burzi, Paolo Cerini, Giampaolo Crenca, Laura Del Tongo, Enrico Fazzini, Augusto Federici, Paolo Luigi Fumi, Giorgio Natalino Guerrini, Giovanni Inghirami, Saro Lo Presti, Gianfranco Neri, Andrea Orlandi, Carlo Platania, Carlo Polci, Alberto Rigotti, Lorenzo Rosi, Massimo Tezzon. 

Al procedimento sono state ammesse oltre 2.000 parti civili ammesse. Tra loro c'è anche Lidia Di Marcantonio, vedova di Luigino D'Angelo, il risparmiatore di Civitavecchia che si tolse la vita il 28 novembre 2015 dopo aver affidato 110 mila euro in obbligazioni alla filiale locale della Bpel, e il Comune di Arezzo.

Le parti civili prenderanno la parola dopo la procura. Poi le udienze per le aringhe dei difensori. 

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