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Crac Banca Etruria, al via il processo per le consulenze milionarie: tra gli imputati anche Pierluigi Boschi

Al centro del procediemento le consulenze affidate per valutare, analizzare e poi avviare il processo di fusione con un istituto di elevato standing

Prende avvio oggi, ma è probabile che si tratti di una falsa partenza che si concluderà in breve con un rinvio. E' fissata per questa mattina la prima udienza del processo per bancarotta colposa relativo alle consulenze milionarie contestate dalla procura a 14 ex membri dell'ultimo cda di Banca Etruria. Tra loro c'è anche Pierluigi Boschi, padre della ex ministro Maria Elena, che proprio in questo filone della maxi inchiesta è stato rinviato a giudizio. 

Una udienza destinata a slittare per una questione tecnica: il procedimento dovrà infatti essere assegnato al giudice Ada Grignani, attualmente impegnata anche nel collegio del maxi processo per bancarotta dello stesso istituto di credito.

Ad essere chiamato in causa l'ultimo cda quasi al completo: il direttore generale Daniele Cabiati e il suo vice Emanuele Cuccaro, Alessandro Liberatori, Claudia Bugno, Rosanna Bonollo, Alessandro Benocci, Carlo Catanossi, Giovanni Grazzini, Luigi Nannipieri, Luciano Nataloni, Anna Maria Nocentini, Claudio Salini e Ilaria Tosti. Mancano all'appello l'ultimo presidente Lorenzo Rosi, ancora a processo, il vice Alfredo Berni e l'allora direttore Bronchi, questi ultimi due già condannati per la bancarotta fraudolenta. Per tutti la Procura aveva chiesto il giudizio con citazione diretta

Consulenze d'oro, la procura chiede il giudizio con citazione diretta

Ma quali sono le consulenze nel mirino della Procura? Si tratta di quelle affidate per valutare, analizzare e poi avviare il processo di fusione con un istituto di elevato standing.  Le autorità bancarie, infatti, avevano richiesto di approfondire la possibilità di una fusione con la Banca Popolare di Vicenza, operazione che poi non si concretizzò.

Per sondare la prospettiva di tale fusione, però, stando agli elementi raccolti durante le indagini, furono spesi circa 4milioni e mezzo di euro di cui 1,9 milioni per la consulenza della società Bain & Co, 532mila euro per un incarico di due mesi a Mediobanca - che aveva il ruolo di advisor del processo di aggregazione - poi ci sono gli studi professionali, quello legale che seguiva Gianni Agnelli a Torino, Franzo Grande Stevens, che ricevette 824 mila euro, quello dello studio romano De Gravio e Zoppini per 800 mila, e altre 200mila euro per lo studio Camuzzi, Portale e De Marco. Consulenze che secondo la procura furono non solo inutili ma anche "ripetitive", e che andarono a gravare ulteriormente sulla disastrosa situazione di Banca Etruria. 

Il processo per bancarotta

Riprende quest'oggi anche il processo per bancarotta, ovvero quello nel quale sono imputati 25 nomi eccellenti dei vecchi cda dell’istituto bancario aretino.
Amministratori, manager, dirigenti, consiglieri e revisori, saranno rappresentati in aula da uno stuolo di legali. Hanno posizioni diverse che vanno dalla bancarotta fraudolenta alla bancarotta semplice. Si tratta di (in ordine alfabetico) Franco Arrigucci, Mario Badiali, Federico Baiocchi Di Silvestri, Maurizio Bartolomei Corsi, Alberto Bonaiti, Luigi Bonollo, Ugo Borgheresi, Piero Burzi, Paolo Cerini, Giovan Battista Cirianni, Giampaolo Crenca, Laura Del Tongo, Enrico Fazzini, Augusto Federici, Paolo Luigi Fumi, Natalino Guerrini, Giovanni Inghirami, Saro Lo Presti, Gianfranco Neri, Andrea Orlandi, Carlo Platania, Carlo Polci, Alberto Rigotti, Lorenzo Rosi e Massimo Tezzon.

Oltre 2000 le parti civili ammesse dal collegio giudicante: tra loro anche la vedova del risparmiatore di Civitavecchia che si tolse la vita.

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