Banca Etruria, la Corte d'appello revoca 200mila euro di sanzioni Consob a Bronchi

L'ex direttore generale non pagherà perché i provvedimenti sono stati considerati illegittimi: "emessi all'esito di un procedimento di contestazione iniziato dopo la scadenza dei termini normativamente previsti"

Sanzioni inflitte dalla Consob revocate dalla Corte di Appello di Firenze. Luca Bronchi, ex direttore generale di Banca Etruria non dovrà più pagare 200mila euro. La sentenza è stata pubblicata ieri.

"Il collegio della prima sezione, presieduto dal giudice Giovanni Sgambati - scrive l'agenzia AdnKronos - ha accolto le opposizioni presentate dall'avvocato Roberto Angeloni del foro di Roma, difensore di Bronchi, che aveva impugnato i tre provvedimenti sanzionatori della Consob". Non solo, la Corte di Appello ha anche condannato la Consob al pagamento delle spese legali, per 30mila euro. Nel dettaglio l'avvocato Angeloni ha sostenuto nell'opposizione l'illegittimità dei provvedimenti adottati dalla Consob perchè "emessi all'esito di un procedimento di contestazione iniziato dopo la scadenza dei termini normativamente previsti". Secondo l'agenzia di stampa, il difensore di Bronchi "ha dimostrato che dal luglio 2012 o quantomeno dal maggio 2013"Consob conosceva i problemi che ruotavano intorno all'operazione di aumento di capitale Banca Etruria perchè erano stati segnalati dalla Banca d'Italia a seguito di un'attività ispettiva, con una nota trasmessa il 24 luglio 2012".

Le sanzioni erano state irrigate da Consob il 12 luglio 2017. Si trattava di sanzioni pecuniarie per complessivi 200 mila euro nei confronti di Luca Bronchi, per tre diverse cause: "carenza informativa sul prospetto per l'offerta delle azioni in occasione dell'aumento di capitale (80mila euro di sanzione); mancata adozione di iniziative finalizzate a garantire la mappatura degli strumenti finanziari emessi da Banca Etruria con la conseguente impossibilità di valutare l'adeguatezza degli strumenti stessi rispetto ai bisogni ed alle esigenze della clientela (50mila euro di sanzione); mancata informazione nella documentazione di offerta relativa ai prestiti obbligazionari (70mila euro di sanzione)". 

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