Cronaca

Regali e viaggi in cambio dell'acquisto di dispositivi medici, assolto il cardiologo aretino accusato di corruzione

Il pm aveva chiesto l'assoluzione per tutti e 7 gli imputati. Di diverso parere il giudice che ne ha condannati 5, tra loro anche un ex dirigente della cardiologia invasiva di Careggi

Il pm aveva chiesto l'assoluzione per tutti e sette gli imputati. Il giudice invece ne ha condannati cinque e assolti due. Tra questi ultimi c'è anche un cardiologo aretino che era stato indagato nell'inchiesta della procura di Firenze denominata "Cuore d'oro". Le indagini presero il via nel 2014: gli inquirenti avevano ipotizzato il reato di corruzione nella fornitura di dispositivi medici venduti agli ospedali toscani: pacemaker, defibrillatori e sonde. Secondo la Procura, tali dispositivi erano stati aggiudicati tramite gare 'viziate' da regali, viaggi e vacanze.  Ma al termine del procedimento di primo grado, lo stesso pm Massimo Bonfiglio, nella sua requisitoria, dello scorso maggio aveva chiesto l'assoluzione tutti.

Ma il giudice Nicotra del tribunale di Firenze invece ha pronunciato cinque condanne: tre anni per l'ex direttore del reparto di cardiologia invasiva di Careggi, due anni e due mesi per i rappresentanti della Sorin Group Italia srl e della Cid spa. Un anno e sei mesi e un anno a due rappresentati per la fornitura di presidi medico-chirurgici.

Assolto perché il fatto non sussiste il cardiologo aretino che al momento dei fatti era dirigente medico in cardiologia presso la Usl di Arezzo. Assolto anche l'ex direttore dell'unità operativa di cardiologia dell'ospedale di Ravenna.

L'inchiesta

L'inchiesta della Procura di Firenze prese avvio sette anni fa. Secondo quanto inizialmente sostenuto dall'accusa le multinazionali produttrici degli stent avrebbero proposto "regali "ai medici per favorire l'acquisto dei dispositivi. Attraverso i loro rappresentanti avrebbero fornito ai sanitari abbigliamento di valore, acquistato in una rinomata boutique e biglietti aerei dal valore di almeno 22 mila euro, oltre a rimborsi spese per partecipazione a eventi. Dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza emersero inoltre consulenze per un valore di 400mila euro eseguite nell’arco di nove anni.

Dopo anni di distanza però, il pm (che ha ereditato il fascicolo dai colleghi Giuseppina Mione e Luca Turco) ha deciso di chiedere l'assoluzione per tutti. Di diverso parere il giudice che ha condannato 5 imputati.

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