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Covid, impennata di casi nelle rsa: la rabbia dei sindaci per i ritardi. Chiassai: "Dopo l'esposto. lotta contro il tempo"

Dopo il Valdarno anche Arezzo e la Valdichiana: una settimana di attesa per gli esiti dei tamponi e poi l'amara scoperta dell'impennata dei casi nelle residenze assistenziali. A Montevarchi 9 nuovi casi

Dopo i casi di contagi nelle rsa del Valdarno, l'amara scoperta: il virus ha colpito in altre case di riposo e residenze assistenziali della provincia. Arezzo (Casa Pia e Guillichini), ma anche alla residenza assistenziale di Civitella. 

I sindaci di Arezzo e Montevarchi, con una conferenza stampa il primo e con un video messaggio la seconda, hanno puntato il dito contro i ritardi sugli esami sui tamponi effettuati addirittura lo scorso 8 aprile.

"Capisco la mancanza di reagenti - ha commentato Ghinelli -  ma qui ci riferiamo a tamponi effettuati nelle rsa circa una settimana fa e non dimentichiamo che è arrivata soltanto una parte dei risultati che attendiamo".

Tamponi positivi alla Casa Pia e alla rsa Guillichini

Una situazione particolarmente critica si sta verificando a Montevarchi, dove il sindaco Silvia Chiassai ha depositato a inizio aprile un esposto alla Procura di Arezzo chiedendo che venga fatta chiarezza su quanto accaduto all'interno della struttura. Nei giorni successivi, man mano che i casi sono aumentati e che è stato scoperto come il virus si sia diffuso tra ospiti e personale, la denuncia è stata anche integrata per sollecitare specifici approfondimenti. 

"Purtroppo nella scorsa notte la prima anziana ha perso la vita - spiega Chiassai -. Gli ospiti della Asp sono persone fragili e temevamo che presto avremmo dovuto dare una notizia come questa. Ma adesso vogliamo capire cosa non ha funzionato: il Comune aveva fatto chiudere alle visite esterne tutta la struttura prima ancora che ci fosse un decreto che obbligasse a questa decisione. Solo in seguito abbiamo saputo che c'era un operatore in malattia da alcuni giorni, per il quale il medico di base aveva richiesto il tampone. Ma il Comune non era stato informato".

Ad oggi 30 ospiti e 6 operatori di Montevarchi (ai quali se ne aggiungono altri 7 residenti fuori comune) sono risultati positivi. Il timore è che il numero potrebbe aumentare: sono infatti in corso le valutazione di una serie di tamponi eseguiti nel giorno di Pasqua.

"Gli ultimi 9 casi - spiega Chiassai - che riguardano sette ospiti e due operatori, sono stati accertati nelle ultime 48 ore. I tamponi sono stati fatti nel giorno di Pasqua e ci era stato assicurato che avremmo avuto i risultati in 6 ore. Invece abbiamo atteso fino a questa mattina (ieri ndr). Non solo, altri 40 operatori sanitari hanno fatto il tampone ma ancora non abbiamo il risultato e oggi (ieri ndr) sono al lavoro. Non sappiamo se hanno contratto il virus e se possono contagiare i degenti e i propri familiari. E lo stesso discorso vale per i venti ospiti che non sono stati sottoposti al test perché senza sintomi: ma se fossero asintomatici sappiamo bene che potrebbero diffondere il Covid-19". 

Una situazione complicata, complicatissima, che vede al centro gli anziani. Soggetti più deboli,  non solo per una questione anagrafica, ma anche per le patologie dalle quale in molti casi sono afflitti. 

"In seguito all'esposto, sono stati svolti dei controlli - prosegue Chiassai - e i malati sono stati spostati dalla Asl in un'altra struttura fuori provincia. La separazione fatta inizialmente non era adeguata. Inoltre è necessario riuscire ad avere i risultati dei test in tempi più rapidi, per prendere le necessarie misure".

Quella della Asp di Montevarchi, giorno dopo giorno, appare sempre di più una lotta contro il tempo. Perché il virus, che tra gli ospiti non malati potrebbe ancora trovare terreno fertile, sembra non volersi fermare. 

"Io mi sento disarmata di fronte a questa situazione - conclude Chiassai - da una settimana attendiamo gli esiti dei tamponi degli operatori. E' questa adesso la condizione della nostra struttura: dove il coronavirus è stato portato dall'esterno e si è propopagato purtroppo per mancanza di controlli".

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