Scatta il lockdown "morbido": migliaia di negozi chiusi nella domenica in cui doveva partire lo shopping natalizio

Una città deserta nelle ore serali e con il motore al minimo durante il giorno saluta l'entrata in vigore della zona rossa. Perché, benché una parte del cuore pulsante dell'economia - ovvero le industrie - continui a lavorare a pieno ritmo, per il mondo del commercio le attività sono congelate

E' il giorno delle saracinesche abbassate, il giorno in cui gli aretini torneranno a fare i conti con il lockdown, anche se stavolta in versione "morbida". Una città deserta nelle ore serali e con il motore al minimo durante il giorno saluta l'entrata in vigore della zona rossa. Perché, benché una parte del cuore pulsante dell'economia - ovvero le industrie - continui a lavorare a pieno ritmo, per il mondo del commercio le attività sono congelate. E per paradosso queste chiusure arrivano proprio nella domenica in cui, da tradizione, inizierebbe la maratona natalizia: quel tour de force tra shopping, vetrine illuminate e frotte di turisti che negli ultimi anni hanno invaso la città.  Proprio in questo fine settimana, tra l'altro, sarebbe dovuta decollare la nuova edizione della Città del Natale. E invece piazze e strade si presenteranno desolatamente deserte.

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I negozi aperti e quelli chiusi

Da oggi, come detto, le saracinesche saranno abbassate in gran parte dei negozi. A restare aperti - almeno fino al prossimo 29 novembre  -  saranno solo lavanderie, ferramenta, ottici, fiorai, librerie, cartolerie, negozi di informatica, abbigliamento per bambini, giocattolai, profumerie, pompe funebri, distributori automatici. All'interno dei centri commerciali - che saranno chiusi - potranno continuare il loro lavoro gli alimentari, le farmacie, le parafarmacie, i tabaccai e le edicole.

La misura, calata sulla provincia di Arezzo, porterà oltre 10mila esercizi in tutta la provincia a fermarsi. E molti di più saranno i dipendenti che in queste due settimane si troveranno a usufruire di cassa integrazione o ferie non godute. 

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Ristorazione e servizi alla persona

Per quanto riguarda i servizi alla persona, solo i parrucchieri resteranno aperti. Una messa in piega dunque sarà sempre possibile. Nulla da fare invece per le estetiste e per i centri massaggi. 

Per quanto riguarda la ristorazione, i bar e le pasticcerie nulla cambia rispetto ai giorni scorsi, quando era in vigore la zona arancione. I quasi 2000 locali della provincia non potranno accogliere né all'interno né all'esterno i clienti, ma cuochi, barman e pasticceri potranno continuare a lavorare nelle cucine e nei laboratori per preparare le loro prelibatezze da consegnare a domicilio o da asporto. Una parte del lavoro resta garantita dunque, anche se la perdita degli incassi stimata nei giorni scorsi da Confocommercio sarebbe pari all'80 per cento. Inoltre anche in questo caso ci saranno molti lavoratori costretti a casa: chi lavora nelle sale da pranzo non può certo operare in smart working. 

Scuola a distanza anche per i ragazzi di prima e seconda media

Da domani una novità arriva anche per una parte degli studenti. A ricorrere alla didattica digitale integrata, o più comunemente chiamata didattica a distanza, saranno oltre ai ragazzi delle superiori anche quelli delle classi seconde e terze delle scuole medie. Rispetto a marzo però, questa volta le scuole sono pronte ad una risposta immediata. Nella mattina di sabato gli istituti comprensivi hanno comunicato i nuovi orari dei ragazzi che si troveranno a seguire tra le tre e le quattro ore di lezione al pc. In tutto sono circa 7mila ragazzi che lasceranno le auto e altrettante famiglie - o quasi - che dovranno riorganizzarsi. 

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