Sabato, 12 Giugno 2021
Cronaca Centro Storico / Via Spinello

"Non sono un untore, vi spiego perché i tabacchi devono stare aperti" lo sfogo di Gianni Tei

Tanti attacchi verbali e via social alla categoria dei tabaccai in questi giorni di chiusure dei negozi al dettaglio. Così l'esercente di via Spinello ha voluto rispondere a tutti, spiegando cosa impone la legge

Gianni Tei dell'omonimo tabacchi di via Spinello che in questi giorni è obbligato a stare aperto

"Ci hanno detto di tutto, fino a accusarci di essere degli untori, ma non conoscono questa particolare categoria di negozi, i tabacchi e io questo trattamento non lo posso accettare, ne va della mia professione e della mia famiglia."

E' arrabbiato, ma vuole anche fare un passo avanti, Gianni Tei dell'omonimo tabacchi di via Spinello ad Arezzo che, ovviamente, in questi giorni è obbligato a stare aperto.

"Sì certo per noi tabaccai è un obbligo, perché quando prendiamo una licenza sottoscriviamo un contratto d'onere con l'agenzia delle dogane, insomma in pratica ho un contratto con lo Stato da rispettare. E non posso chiudere per questo, figuratevi che quando dobbiamo andare in ferie lo dobbiamo comunicare un mese e mezzo prima sennò si rischia di perdere la licenza."

Già perché alla fine il tabacchi rientra, da una parte in quella categoria di esercizi che permettono di avere delle entrate allo Stato, dall'altro offrono servizi importanti per i cittadini.

"Certo lo Stato ha delle entrate importanti tramite i tabaccai con la vendita di valori bollati e di tabacchi appunto, entrate che probabilmente, proprio in questo momento, sono irrinunciabili, poi per i cittadini forniamo servizi di pagamento dei bolletini, senza andare alle poste, di F24, senza andare in banca e le ricariche telefoniche. Come i benzinai, siamo per questo tutti al lavoro."

Sono comunque giorni difficili per tutti, anche per chi lavorando mantiene una certa routine quotidiana:

"Sono al lavoro con mia moglie, ho lasciato a casa tre dipendenti, io e miei colleghi siamo i primi anche a rischiare visto il contatto con la gente, ma continuiamo a lavorare con la nostra professionalità. Non ci sto a farmi additare come untore o speculatore, noi siamo una categoria a disposizione. Che ognuno faccia la sua parte e andrà tutto bene."

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