Età media 61 anni, uomo. La fotografia del contagio da Covid-19 in Toscana: "Malati 500 sanitari"

L'agenzia regionale della sanità ha messo insieme una grande quantità di dati per offrire una fotografia veritiera sui casi di contagio in Toscana. La tendenza in aumento fino al 5 aprile

Analizzare i numeri per capire le tendenze e interpretare il futuro immediato. L'Agenzia Regionale della sanità (Ars) in Toscana ha elaborato i dati provenienti dalle 3 asl di area vasta e ha prodotto una serie di statistiche e di grafici che offrono una fotografia nitida del territorio regionale e del comportamento del virus sui cittadini.

Intanto la Toscana con i suoi contagi si posiziona undicesima in Italia, con 16 casi ogni 10.000 abitanti (contro la media italiana di 22 casi per 10.000, Lombardia prima regione con 65x10.000), e con un tasso di letalità (deceduti\casi) tra le più basse in Italia: 6% contro il 12,8% della media Italia.

I dati presi in analisi dall'Ars si riferiscono ai contagi fino al 7 aprile e fotografano come dai primi casi di malattia Covid-19 risalenti alla fine di febbraio ci sia stato un andamento tendenzialmente in crescita delle nuove diagnosi fino al 3 aprile scorso. Questo dato è condizionato dall’aumento del numero dei laboratori impegnati nel processare i tamponi che in Toscana sono passati da 3 a 13 e dall’aumento dell’offerta stessa dei tamponi. Il tempo mediano trascorso tra la data di insorgenza dei sintomi e la data di diagnosi è di 5 giorni per tutto il periodo considerato.

Età dei contagiati

L’età mediana dei soggetti risultati positivi a Sars-Cov–2 è di 61 anni (in Italia è di 62 anni). Com’è noto, il virus colpisce prevalentemente la popolazione matura ed anziana della popolazione, sia italiana che toscana: solo il 3% ha fortunatamente meno di 18 anni, mentre la fascia di età in cui ricade la maggior parte dei casi è quella dei 51-70enni (36,6%), seguita da quella degli ultrasettantenni (34,3% dei casi), e da quella dei 19-50enni (26,1%). Sotto i 50 anni i casi sono più o meno ugualmente distribuiti tra maschi e femmine, mentre tra i 50 e i 79 anni sono di più i maschi e dopo gli 80 le femmine. (Tabella 2). Queste differenze sono in parte legate alla distribuzione demografica per genere. I tassi di positività a espressi per 100.000 abitanti per ogni fascia di età e genere sono sistematicamente più elevati nei maschi al di sopra dei 50 anni.

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Gravità della malattia

Circa un terzo (31%) dei casi positivi al virus è stato ospedalizzato, l’8,8% ricoverato in terapia intensiva. Le persone di età più avanzata sono particolarmente a rischio di sviluppare manifestazioni più gravi di Covid-19. Circa la metà degli ultrasettantenni positivi è stato ricoverato, rispetto a circa un terzo dei 51-70enni, al 12% di quelli tra i 19 e i 50 anni e al 5% tra i bambini e gli adolescenti.

Decessi

Oltre l’80% dei decessi hanno riguardato la popolazione con un'età superiore a 70 anni, in cui la letalità, espressa dal numero dei decessi sul totale dei casi positivi, è del 12,1%, mentre è dell’1,5% nella fascia 51-70 anni. La fascia d’età sotto i 20 anni non è stata colpita. Oltre l’80% di questi aveva almeno una patologia cronica concomitante.

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Casi lievi

Interessante è l’evoluzione dello stato clinico dei pazienti, soprattutto se analizziamo la situazione nelle diverse settimane: le persone con sintomi lievi o asintomatiche sono passate dal 46% dei casi positivi nella settimana 1-7 marzo a più del 75% dei casi emersi nell’ultima settimana di aprile. Un dato che, visto in prospettiva, appare molto positivo.

«I dati che emergono da queste analisi ci restituiscono in modo chiaro il peso che anche la popolazione toscana ha dovuto sostenere in termini di conseguenze sanitarie - afferma Fabio Voller, coordinatore dell’Osservatorio di Epidemiologia dell’Ars – e il peso che anche gli operatori sanitari hanno dovuto affrontare: gli operatori sanitari positivi al virus Sars-CoV-2 sono più di 500, quasi il 10% di tutti i casi positivi, una popolazione giovane di nemmeno 50 anni in media e molto spesso di sesso femminile. Ma cominciamo ad intravedere la luce in fondo al tunnel: i casi lievi aumentano, mentre diminuiscono i ricoveri, soprattutto in terapia intensiva».

contagi-sanitari

La distribuzione del contagio nelle zone

Tra le prime 10 zone con il tasso di notifica più alto, 6 sono nel territorio della Ausl Toscana Nord-Ovest: la Lunigiana con 702 casi per 100.000 abitanti, seguita dalle zone della Valle del Serchio con 244 casi per 100.000 e dalla Piana di Lucca, le Apuane, la Versilia e l’Alta Val di Cecina-Val d’Era, tra i 173 e i 198 casi per 100.000 abitanti. Nella Toscana Sud-Est è nella zona dell’Amiata Val d'Orcia- Val di Chiana Senese che si rileva il tasso più alto (204 per 100.000), seguita dal Valdarno (180 per 100.000), mentre nella Toscana Centro il tasso di notifica più alto è registrato nella Fiorentina Sud-Est e nel Mugello, entrambe con 154 casi positivi per 100.000 abitanti. Sebbene il maggior numero assoluto dei casi positivi sia nella Asl Toscana Nord-Ovest, nella Toscana Centro si registrano la metà dei ricoveri per Covid-19 della Toscana, mentre nella  Nord-Ovest e nella Sud-Est ci sono stati rispettivamente, il 37,5% e il 12,4% dei ricoveri. Focalizzando l’attenzione ai tassi di ospedalizzazione per Cvid-19, nella Toscana Centro si registra il tasso più elevato (45 per 100.000 abitanti), mentre nella Sud-Est quello più basso (22 per 100.000 ab.) Il tasso di ricovero in terapia intensiva è invece più alto nella Nord-Ovest (4,5 per 100.000 abitanti), rispetto al Sud Est ed alla Centro (entrambe con un tasso di ricovero in terapia intensiva di 3 per 100.000 abitanti)

La manifestazione della malattia

Lo stato clinico è disponibile solo per 3.620 casi, di cui un quarto (N=911) con sintomi severi e tali da richiedere ospedalizzazione, 949 (26,2%) con sintomi lievi, 738 (20,4%) pauci-sintomatici, 495 (13,7%) asintomatici e 126 (3,5%) con quadro clinico di gravità critica che ha richiesto il ricovero in terapia intensiva (Tabella 9). Oltre due terzi dei decessi (67,4%), tre quarti dei casi di gravità critica e il 60% dei casi severi si sono registrati tra gli uomini.

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La comorbosità, cioè la presenza di malattie pregresse

La maggior parte dei soggetti risultati positivi al virus (66,2%) non era affetta da patologie croniche, mentre uno su cinque era affetto da 2 patologie croniche, il 13% da 3 o più patologie croniche, e l’1% da una patologia cronica. Tra i 1.636 pazienti con almeno una condizione clinica pre-esistente (33,8% dei soggetti positivi per Sars-CoV-2), le comorbosità più comuni sono il diabete, le malattie cardiovascolari e quelle respiratorie croniche.

Tuttavia, considerando separatamente i 233 soggetti deceduti per Covid-19, almeno una comorbosità era presente nel 76,4%; quasi la metà dei pazienti aveva tre o più malattie croniche concomitanti, e un quarto ne aveva due. Anche nel caso dei soli deceduti le patologie prevalenti erano il diabete, le malattie cardiovascolari e quelle respiratorie croniche.

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Guarda il Rapporto dell'Ars sui casi di infezione da SARS-CoV-2 in Toscana

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