Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Coronavirus, sesto tampone positivo ad Arezzo. Sospese le visite intramoenia

Il direttore generale della Asl Antonio D'urso ha tenuto una conferenza stampa oggi ad Arezzo

Antonio D'Urso

E’ stato il direttore generale della Asl Toscana Sud Est, Antonio D’Urso, nel pomeriggio a fare il punto sull’emergenza Coronavirus in provincia di Arezzo. Al momento all’ospedale San Donato si trovano ricoverati tre pazienti, di cui due in isolamento nel reparto di malattie infettive e una in rianimazione le cui condizioni sono stabili.

Uno di questi sarebbe il sesto caso aretino, di cui si apprende in tardissima serata. Una persona di sesso maschile, giovane, è stata ricoverata all'ospedale San Donato. Come per tutti gli altri casi in cui il tampone è risultato positivo si attende l'ufficialità da parte degli enti preposti. Si tratterebbe del sesto contagiato che avrebbe frequentato un corso di ballo a Chianciano e poi avrebbe messo in atto l'isolamento domiciliare.

Sono due invece i casi attuali in isolamento domiciliare. Si tratta di una 51enne di Arezzo le cui condizioni di salute sono stazionarie. In isolamento anche un uomo, di 43 anni, di Castelfranco Piandiscò, anche lui in condizioni di salute stazionarie.

Le misure introdotte per limitare l'affollamento dell'ospedale, intra moenia e prelievi

Nel frattempo la Asl Toscana Sud Est si è attivata per cercare di rallentare l’afflusso di pazienti all’ospedale. Come già annunciato nella giornata di ieri gli interventi chirurgici programmati, così come le visite specialistiche intra moenia, saranno congelate. Solo le visite urgenti saranno mantenute. Tutti le altre saranno sospese avvertendo i pazienti. Presidiati gli ingressi della struttura con i check point dove vengono monitorati le persone che accedono all’ospedale. Di notte sarà possibile accedere solo dal pronto soccorso.

Per quanto riguarda il servizio prelievo e analisi l’invito è quello di rivolgersi la distretto ambulatoriale così come per ricevere i farmaci di continuità. I referti saranno inviati al domicilio dei pazienti, anche in questo caso con il chiaro intento di non affollare l’ospedale San Donato impegnato a fronteggiare questa emergenza.

Il caso della maestra

Ovviamente l’attenzione in questo frangente è rivolta al caso della maestra della scuola Monte Bianco e alle persone che sono venute in contatto con lei dovranno andare in quarantena.

“Stiamo ricostruendo le persone che sono entrate in contatto - ha spiegato D’Urso - è chiaro che davanti a sintomi che possono dare adito ad alcuni dubbi è necessario rivolgersi al proprio medico. Se necessario verrà attivata la procedura. I contatti vanno ricostruiti per capire anche se si è trattato di un contatto ‘qualificato’, vale a dire ravvicinato e tale da aver permesso la trasmissione del virus”.

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