Cronaca

La campanella silenziosa: scuole chiuse contro il Coronavirus. Oltre 45mila studenti a casa

La città rallenta, frenati eventi ed attività sportive. Arezzo affronta così l'emergenza Coronavirus

Questa mattina la campanella non suonerà per nessuno. Dai bimbi dell'asilo agli studenti delle superiori, dai ragazzini delle primarie fino agli universitari, nessuno entrerà nelle aule. Fino al 15 marzo le scuole resteranno chiuse per far fronte all'emergenza Coronavirus. L'annuncio ufficiale del premier Giuseppe Conte è arrivato ieri sera dopo una giornata in cui le famiglie italiane, quelle aretine comprese, per ore sono rimaste con il fiato sospeso. I genitori degli oltre 45mila ragazzi i che frequentano le scuole primaria e secondarie aretine, le centinaia di mamme e babbi dei bimbi delle scuole dell'infanzia e degli asili nido della provincia, ne sanno qualcosa. Chat incandesenti, un tam tam che si è trascinato per ore, ansia e preoccupazione per come riorganizzare il ménage familiare. Poi l'annuncio.

Erano le 18,15 di ieri quando, in seguito ad un maldestro tira e molla comunicativo, è arrivata l'ufficialità. Poco prima delle 14, in realtà, dal Consiglio dei ministri era stata diffusa la notizia. Salvo poi un passo indietro del ministro dell'Istruzione Azzolina. Risultato: migliaia di famiglie aretine - e italiane - hanno atteso per capire cosa fare fino al tardo pomeriggio, in un crescendo di rabbia e malumori. 

"So che è una decisione di impatto - ha commentato ieri sera Azzolina - . Io come ministro dell'Istruzione spero che i miei alunni tornino al più presto a scuola e mi impegno a far sì che il servizio pubblico essenziale a distanza venga fornito a tutti i nostri studenti". 

Ieri sera, in corsa, il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli ha indetto una conferenza stampa. Per lui, che già dieci giorni fa aveva chiesto la chiusura delle scuole per i comuni toscani, "la decisione è stata giusta anche se tardiva". Le parole nei confronti del Governo sono state dure, tanto da scusarsi con le famiglie aretini "non a nome mio, ma per la decisione così tardiva del primo ministro".

Cosa prevede il decreto: dalla scuola allo sport, fino agli accessi in pronto soccorso

"Si tratta di una sospensione delle attività didattiche - spiega il provveditore Roberto Curtolo - le scuole non sono chiuse, ma non ci sarà attività fino al 15 di marzo. I giorni persi non si dovrebbero recuperare in seguito.  Le lezioni a distanza? Possibili ma non sono semplici da organizzare in così poco tempo. Ci sono scuole organizzate che già svolgono qualche attività integrativa online. Ma in due settimane creare contenuti appositi non è così semplice". 

L'assessore regionale Cristina Grieco ricorda che comunque esiste una piattaforma regionale di e-learning:

"Comprendo perfettamente il disagio ed il turbamento di studenti e famiglie - ha detto l'assessore - e le difficoltà che vengono create da questo provvedimento. La Regione Toscana farà il proprio dovere e garantirà la massima collaborazione istituzionale. Visto il momento e l'invito ad utilizzare sistemi di formazione a distanza, ricordo a tutti, insegnanti, dirigenti, studenti che la Toscana dispone della piattaforma di e-learning Trio, gratuita e fruibile da tutti, oltre che ricca di numerosissimi contenuti didattici e di supporto all'attività formativa. Assicuro la nostra ma ssima attenzione all'evolversi della situazione. L'assessorato e l'Ufficio scolastico regionale saranno a disposizione per fornire supporto e chiarimenti".

Da oggi le famiglie aretine - e non solo - dovranno capire come organizzarsi. Genitori che lavorano devono trovare che si occuperà dei figli non solo nelle ore della scuola ma anche in quelle dedicate alle attività ludiche e sportive che solitamente vengono svolte nel pomeriggio. Il decreto infatti prende in esame anche queste attività. Le società sportive da ieri sera sono bersagliate dalle richieste delle famiglie per sapere cosa fare: allenamenti, partite, tornei, gare e campionati cosa accadrà?

Il decreto sospende " gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; resta comunque consentito lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all'interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all'aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano".

Gli unici contenti, al momento, sembrano essere solo gli studenti, per i quali la campanella non tornerà a suonare fino al 16 marzo.


 

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